Servizio di copertina

11 giugno 2016 | 9:15

Fuoco amico

Frustrati dal rapporto con la dirigenza Rai che li tiene a distanza, i politici, con il Pd in testa, stanno scatenando l’inferno. Obiettivo da abbattere, prima del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, Carlo Verdelli, direttore editoriale dell’informazione, ormai odiato dalla commissione di Vigilanza per i suoi modi poco accondiscendenti e un filo sarcastici.

E, in attesa di capire come sarà la nuova convenzione di servizio pubblico da sottoscrivere con il governo, ecco i temi del piano industriale Rai presentato al Cda
Milano, martedì 28 giugno, ore 19: l’appuntamento per la presentazione dei palinsesti d’autunno è segnato con grande evidenza su tutte le agende elettroniche o cartacee del vertice Rai. Si tratterà sì di una cerimonia di rito ambrosiano ma, c’è da scommetterci, tutt’altro che convenzionale. Sarà un incontro decisivo (con tanto di replica capitolina il 5 luglio alle 19,30), a cui i grandi capi di Viale Mazzini si stanno preparando da settimane con comprensibile nervosismo. Silenti per mesi come monaci del Monte Athos, è ora il momento di scoprire le carte. E quale tavolo migliore se non quello della raccolta pubblicitaria? In questa sortita sul mercato, per Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale di Viale Mazzini e da un bel po’ di tempo sotto il tiro incrociato di diverse fazioni politiche, è il momento del ‘o la va, o la spacca’. A far la parte del regista sarà il consulente editoriale del direttore generale Massimo Coppola, che potrà contare su un bodyguard come Giovanni Parapini, capo della comunicazione, e su Massimo Maritan della Direzione creativa. L’obiettivo è quello di presentare una Rai come nessuno se l’aspetta.

Il biglietto da visita. La programmazione autunnale di Rai1, Rai2, Rai3 e Rai4 rappresenta il biglietto da visita della strategia aziendale di Campo Dall’Orto, una sorta di aggiornato identikit attraverso il quale il management intende non solo convincere gli investitori di spazi pubblicitari ma, come effetto non proprio accessorio, disattivare il sistema missilistico piazzato negli avamposti della politica, animati da un’inesausta pulsione a mantenere ben salde le mani sulla Rai. Mani che stringono, schiaffeggiano e a volte strozzano il sempiterno oggetto del desiderio. Senza pudore. Senza stanchezze.
Ragion per cui il direttore generale e i direttori di rete lavorano mantenendo un gran riserbo, anche se alcuni elementi sono venuti a galla. Come, per esempio, la certezza che il nome di Fiorello non figurerà nella lista della nuova scuderia. La sua ‘Edicola’ si trova bene dove sta nella galassia Sky e il gagliardo showman non ha alcuna intenzione di cambiar casa. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, nemmeno Paolo Bonolis mollerà Mediaset, come non mostrano gran voglia di varcare il numero 14 di viale Giuseppe Mazzini né Pif (a cui si era pensato per sostituire Massimo Giannini nella conduzione di ‘Ballarò’) né Alessandro Cattelan, che sempre Sky ha saputo blindare a dovere.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 472 – Giugnoo 2016

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