14 giugno 2016 | 12:17

Il direttore del ‘Washington Post’ replica a Trump che ha bandito i giornalisti del quotidiano dal seguire la sua campagna presidenziale: ripudia una stampa libera e indipendente

La decisione di Donald Trump di revocare l’accredito stampa ai giornalisti del ‘Washington Post’ “non è altro che il ripudio del ruolo di una stampa libera e indipendente”. Così il direttore del ‘Post’, Marty Baron, ha replicato alla decisione del candidato repubblicano di ‘bandire’ i reporter del quotidiano dal seguire la sua campagna presidenziale.

Donald Trump (Foto: Olycom)

Trump si era scagliato su Facebook contro il ‘Washington Post’ accusandolo di una copertura “incredibilmente inaccurata” della sua campagna e riferendosi al celebre quotidiano come “falso e disonesto”.

Baron ha sottolineato che il giornale “continuerà la copertura su Donald Trump come ha fatto dal principio: in maniera onorevole, onesta, accurata, energica e determinata”.

Marty Baron, direttore del Washington Post

A scatenare l’ira di Trump, riferisce l’Ansa, sarebbe stato un articolo sulle accuse mosse dal candidato repubblicano al presidente Barack Obama dopo la strage di Orlando, in particolare al passaggio in cui si sottolinea che il tycoon di New York sembra ritenere il presidente responsabile per quanto accaduto.

Ma sul profilo di Trump si legge: “non sono un fan del presidente Obama, ma a dimostrazione di quanto sia disonesto e falso il ‘Washington Post’, in un titolo ha scritto ‘Donald Trump lascia intendere che il presidente Obama fosse coinvolto nella sparatoria di Orlando’. Triste!”.

Oltre al caso specifico, alla base della decisione ci sarebbe anche la dura polemica tra Trump e il miliardario Jeff Bezos, fondatore di Amazon e proprietario del ‘Washington Post’.