14 giugno 2016 | 14:55

Una Siae forte in ossequio alle richieste dell’Europa, chiede il presidente dell’Aie, Motta: mettere al centro della riforma rappresentanza e partecipazione

“Chiediamo una Siae fortemente riformata”, ha chiesto il presidente dell’Associazione italiana editori (Aie), Federico Motta, secondo cui due sono i criteri da implementare: rappresentanza e partecipazione.

“Una Siae fortemente riformata, come anche il Ministro Franceschini ha indicato in Parlamento”. Lo ha chiesto il presidente dell’Aie dalle colonne del ‘Sole 24 Ore’ in merito al dibattito su Siae e sul recepimento della Direttiva europea sulla gestione collettiva dei diritti d’autore.

Federico Motta, presidente Aie (Foto: Olycom)

“Il dibattito”, scrive Motta , “è ridotto a uno scontro tra fazioni pro o contro Siae, tra difensori del monopolio e liberalizzatori. E si parla solo di musica, quando riguarda tutti gli autori e tutte le industrie creative. È vero, i diritti che autori ed editori di libri ricevono per fotocopie e prestito bibliotecario sono solo 4 milioni di euro, un’inezia nel bilancio Siae Ma ciò è parte del problema, non una dimostrazione di irrilevanza, giacché ad esempio in Germania ricevono 100 milioni, 90 nel Regno Unito, 60 in Francia, 37 nei Paesi Bassi, per non parlare dei paesi nordici (la somma di
Scandinavia e Finlandia è 159 milioni)”.

Recita infatti l’articolo 5 della Direttiva, come ricorda Motta: “i titolari dei diritti hanno il diritto di autorizzare un organismo di gestione collettiva di loro scelta a gestire i diritti, le categorie di diritti o i tipi di opere e altri materiali protetti di loro scelta, per i territori di loro scelta”.

“Ciò non significa”, precisa Motta, “che la strada è quella della completa liberalizzazione . Quando i diritti sono a gestione collettiva, l’esclusiva in capo a un solo soggetto è dappertutto la regola, e deriva da un’esigenza degli utenti”.

“È vero che per ogni diritto o tipo di opera è spesso prevista un’esclusiva”, precisa il presidente Aie, “ma solo in Italia e in Portogallo il nome del monopolista è scritto nella legge. Ciò comporta che in Italia è obbligatoriamente la Siae a gestire i diritti per tutti i settori, il che è in palese contrasto con l’articolo citato della Direttiva. Altrove, quando un’esclusiva è fissata per legge, i titolari dei diritti scelgono liberamente da chi farsi rappresentare”.

Due le richieste degli editori di libri: rappresentanza, “chi si candida a gestire un diritto deve aver ricevuto mandato dai titolari di quello stesso diritto”, e partecipazione, visto che “oggi nel Consiglio di gestione Siae, che ha gran parte dei poteri decisionali, non ci sono autori o editori letterari”.

“La Direttiva impone di adeguarsi a questo modello ed è quanto noi auspichiamo”, conclude Motta. “Non una norma che predetermini una soluzione, ma regole che lascino ai titolari la scelta finale. Ciò significa modificare le norme che oggi citano la Siae, mantenendo l’esclusiva ma prevedendo che la stessa sia a favore di un organismo scelto dai titolari dei diritti e autorizzato dal Governo sulla base di criteri oggettivi che è la stessa Direttiva a fissare”.

Una Siae forte in ossequio alle richieste dell’Europa, chiede il presidente dell’Aie, Motta: mettere al centro della riforma rappresentanza e partecipazione