14 giugno 2016 | 18:19

Servono nuove forme contrattuali per i giornalisti che lavorano sul web, dice il segretario Fnsi, Lorusso. Al centro del confronto con la Fieg prioritario il tema dell’occupazione

Servono nuove forme contrattuali per i giornalisti che favoriscano anche l’emersione del lavoro nero nelle testate di informazione online. Questa la proposta del segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, intervenuto ad Aosta all’assemblea dell’Associazione stampa valdostana. “La struttura del contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi e i suoi costi  non possono essere sostenuti da tutte le aziende editoriali”, ha detto citando come esempi i periodici locali e le testate locali online “che hanno una sostenibilità molto inferiore rispetto alle aziende Fieg”.

Per questi specifici settori editoriali Lorusso ha proposto “percorsi che consentano ai colleghi di uscire dalla situazione in cui si trovano oggi, cioè, nel 90 per cento dei casi, una situazione di lavoro sommerso, di lavoro precario, di lavoro non inquadrato”. Il segretario generale della Fnsi in particolare ha ipotizzato “un contratto di emersione con il quale, partendo dal riconoscimento dei diritti che non possono non essere uguali per tutti, si devono assicurare inquadramenti contrattuali con costi che siano compatibili con la realtà del mercato del lavoro: questo significa portare un numero significativo di giornalisti all’interno dell’istituto di previdenza, assicurando loro anche l’assistenza sanitaria”.

Raffaele Lorusso

Nel suo intervento, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, il segretario Fnsi ha poi fatto riferimento anche alla contrattazione in corso con la Fieg per il nuovo contratto dei giornalisti. “Al centro del confronto”, ha spiegato “non abbiamo posto solo il miglioramento delle condizioni economiche dei contrattualizzati, che diventano sempre di meno, ma abbiamo indicato come prioritario il tema dell’occupazione e di come si può e si deve allargare il perimetro degli occupati”. “Se non parliamo di nuove assunzioni potremo fare tutte le manovre di contenimento e di riforma dei nostri istituti ma saranno sempre manovre di cortissimo respiro”, ha chiosato, “perché verrà meno la linfa vitale degli istituti ovvero la contribuzione”.