16 giugno 2016 | 15:47

L’Ebu chiede l’istituzione di un rappresentante speciale per la sicurezza dei giornalisti presso il segretario generale delle Nazioni unite. La presidente Rai, Maggioni: il servizio pubblico è una sifda sempre più complessa

Il caso di Sara Mariani, la cronista di Agorà minacciata in diretta, arriva all’Assemblea Generale dell’European broadcasting union in Montenegro. E nel corso del dibattito sulla libertà di espressione e la sicurezza dei giornalisti avvenuto in occasione della 76esima Assemblea Generale, la presidente della Rai e vice presidente Ebu, Monica Maggioni ha condiviso con i membri dei Servizi pubblici Europei quanto accaduto ieri.

“Raccontare la realtà e interpretare i valori del Servizio pubblico oggi è una sfida sempre più complessa. I rischi non sono solo sui fronti di guerra e nelle aree di crisi – ha affermato Monica Maggioni – persino essere in diretta da un quartiere di Roma può essere pericoloso, ma i giornalisti del servizio pubblico ribadiscono la loro volontà di continuare a fare il proprio lavoro senza condizionamenti. Nemmeno di chi li minaccia di morte”.

Monica Maggioni, presidente Rai (Foto: Olycom)

“Per affrontare le responsabilità in più che abbiamo davanti al nostro pubblico dobbiamo proteggere i nostri cronisti da condizionamenti e rischi”, ha concluso la presidente Rai. “Per questo, con Ebu abbiamo deciso di sostenere la campagna di Reporter Senza Frontiere per la creazione di un Rappresentante Speciale per la Sicurezza dei Giornalisti presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite”.

L’obiettivo, spiega la Rai in una nota, è creare una nuova figura che avrà il peso politico, la legittimità e la capacità di agire rapidamente in difesa della sicurezza dei giornalisti.