17 giugno 2016 | 16:04

La Presse ricorre ai legali per rispondere alle accuse di Fnsi e di tre associazioni regionali del sindacato giornalisti. La risposta della Federazione della Stampa: dimostreremo la fondatezza dei rilievi

Non si placa la polemica tra Fnsi e LaPresse. Dopo il comunicato con il quale l’editore dell’agenzia aveva annunciato una reazione per vie legali dopo l’accusa della Federazione Nazionale della stampa e di tre associazioni regionali di violazioni contrattuali e concorrenza sleale, ecco arrivare la risposta della Fnsi. ”Se con l’annuncio di iniziative giudiziarie l’editore dell’agenzia di stampa La Presse pensa di intimidire o mettere paura al sindacato dei giornalisti si sbaglia e avrà modo di accorgersene presto”, dice la federazione in una nota diramata nel pomeriggio del 17 giugno.

Raffaele Lorusso

“L’annunciata querela per diffamazione ci darà infatti l’opportunità di dimostrare in un’aula di giustizia la fondatezza dei rilievi mossi nei confronti di un editore che, come si evince dai toni e dal contenuto, a tratti esilaranti, del comunicato diffuso, ha una concezione dell’impresa editoriale degna di quella di un padrone delle ferriere”. “E’ inequivocabile, oltre che facilmente dimostrabile, quanto sostenuto dal sindacato ossia che l’editore de La Presse ha costretto i propri giornalisti ad accettare trattamenti peggiorativi rispetto a quelli riconosciuti dal contratto nazionale di lavoro. E’ dovere del sindacato denunciare questa situazione e chiedere l’intervento delle istituzioni pubbliche, considerato che l’editore in questione usufruisce dei benefici di una convenzione con il governo. L’editore, che ha sempre rifiutato il confronto con il sindacato, sarà chiamato a rispondere del proprio atteggiamento nelle competenti sedi giudiziarie, nelle quali sarà denunciato per comportamento antisindacale”.

Di seguito il testo della nota diramata da LaPresse poche ore prima

La Federazione nazionale della stampa italiana, l’Associazione Stampa Subalpina, l’Associazione Stampa Romana e l’Associazione Lombarda dei Giornalisti ieri pomeriggio hanno diffuso un comunicato denunciando una presunta violazione delle regole contrattuali e pretese situazioni di concorrenza sleale da parte della nostra agenzia.

Si tratta di un’iniziativa molto grave, sia perché è totalmente infondata, sia perché – in palese violazione di tutte le regole – è stato emanato senza alcuna preventiva informazione e condivisione dello stesso con il direttore e con il comitato di redazione. Dato quest’ultimo che, prima di ogni altro, dimostra che l’iniziativa non è stata motivata, come invece vorrebbe farsi apparire, da esigenze di tutela dei giornalisti della nostra agenzia, ma da tutt’altre e non meglio chiarite finalità.

La FNSI in data 30 maggio scorso ha inoltrato alla FIEG una richiesta di apertura di un tavolo sindacale facendo riferimento a un inesistente accordo aziendale “con il quale si fronteggia la crisi aziendale con la riduzione di alcuni istituti economici contrattuali”.

La società ha risposto alla FIEG in data 13 giugno chiarendo che la società non è in crisi e che, come palesato con la documentazione prodotta, non è stato raggiunto alcun accordo collettivo aziendale, bensì un insieme di accordi singolarmente sottoscritti dai giornalisti a titolo individuale. Accordi, raggiunti con n. 51 giornalisti art. 1 su n. 52 giornalisti in forza, che prevedono un aumento retributivo, nella forma di un superminimo mensile ad personam assorbibile, di Euro 100,00 lordi mensili a tutti i redattori. Un aumento che, rinnovando precedenti intese relative alle maggiorazioni di cui agli articoli 10 e 19 del CNLG che erano state “congelate”, è venuto incontro ai giornalisti riconoscendo – nell’ambito di una forfettizzazione delle relative maggiorazioni – un aumento e, al contempo, rinnovando l’impegno dell’editore al mantenimento dei livelli occupazionali.

E’, a dir poco incredibile, che la FNSI ricevuta la predetta risposta in data 14 giugno, due giorni dopo si sia spinta a diffondere un comunicato falso, oltre che giuridicamente privo di fondamento. Un comunicato a cui il direttore e il Comitato di redazione hanno già risposto in modo perentorio ieri sera, denunciando la falsità dello stesso e la sua lesività per la loro dignità e professionalità.

E’ gravissimo, e l’editore ha già dato mandato ai propri legali di assumere tutte le più opportune iniziative in tutte le sedi competenti, che la FNSI si sia, inoltre, spinta ad affermare che “C’è motivo di ritenere che tale accordo non sia scaturito da una libera contrattazione tra azienda e Comitato di redazione, ma da un ricatto messo in atto in confronto dei lavoratori”.

Niente di più falso, considerato che la proposta dell’editore è stata direttamente formulata ai giornalisti, previa la necessaria condivisione con il direttore e il Comitato di redazione, tramite quest’ultimo.

La FNSI, non paga di quanto precede e ben conoscendo che 51 giornalisti su 52 hanno siglato accordi individuali con l’editore, afferma nuovamente il falso quando dice “è ancora più grave il fatto che i lavoratori che si sono rifiutati di sottoscrivere l’accordo sono stati vittime di comportamenti professionalmente discrimatori”.

Nessun comportamento discriminatorio è stato posto in essere nei confronti di chicchessia.

Vista la palese falsità delle notizie diffuse con il comunicato sindacale di ieri, gli autori si assumeranno in tutte le sedi competenti le loro responsabilità.