21 giugno 2016 | 12:24

Il Governo vuole ancora che esistano le radio e tv locali? Rossignoli al RadioTv Forum 2016: finora solo iniziative dannose che impediscono qualsiasi programmazione aziendale

Ha preso il via l’edizione 2016 del RadioTv Forum di Aeranti-Corallo, a Roma, alla presenza del Sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli, del Presidente del coordinamento nazionale dei Corecom Felice Blasi e della Componente della Segreteria e responsabile informazione emittenza radiotelevisiva locale della Fnsi Daniela Scano.

Il coordinatore Aeranti-Corallo  e presidente Aeranti , Marco Rossignoli, nella propria relazione annuale sullo stato dell’emittenza locale, ha esordito ricordando che l’evento di quest’anno si svolge in concomitanza con la ricorrenza dei quarant’anni di attività dell’emittenza radiotelevisiva locale italiana, a seguito della liberalizzazione dell’etere conseguente alla storica sentenza della Corte Costituzionale del 28 luglio 1976. “Quarant’anni fa – ha affermato Rossignoli – le radio e le tv locali hanno rivoluzionato il modo di fare informazione nel nostro paese, aprendo le porte al pluralismo e consentendo, quindi, a tutti cittadini italiani di essere più liberi e più consapevoli.”

“Quella che oggi è un’ordinaria trasmissione radiotelevisiva privata, – ha proseguito Rossignoli – quarant’anni fa rappresentava, invece, la fine del monopolio statale e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova era per l’informazione.”
Rossignoli ha poi rimarcato: “Il comparto radiotelevisivo locale è ora, però, in grande difficoltà e sta rischiando un forte ridimensionamento. A seguito della forte contrazione del mercato pubblicitario, dei cambiamenti tecnologici, dei nuovi modi di fare impresa radiotelevisiva, sarebbero state necessarie scelte governative strutturali per accompagnare efficacemente il comparto fuori dall’attuale stato di crisi.
Al contrario – ha poi aggiunto Rossignoli – nulla, in questo senso, è stato fatto e, addirittura, sono state assunte, su iniziativa del Governo, una serie di scelte legislative che hanno più volte rimesso completamente in discussione il ruolo dell’emittenza locale, generando una situazione di incertezza permanente che ha impedito e sta impedendo qualsiasi programmazione aziendale da parte delle imprese”
“L’interrogativo che si pone – ha quindi affermato Rossignoli – è quello di comprendere se il Governo, dopo quarant’anni, voglia ancora un sistema radiotelevisivo basato anche sull’emittenza locale. Se la risposta fosse positiva – ha quindi sottolineato – è evidente che occorra un immediato cambiamento di rotta, con la previsione di un serio progetto politico che, nel riaffermare il ruolo dell’emittenza locale, definisca, in un’ottica di salvaguardia del pluralismo sul territorio, prospettive e percorsi che diano certezza alle imprese che intendano continuare a investire nel settore, favorendo la ripresa del mercato pubblicitario, eliminando l’eccessiva e ingiustificata burocrazia, attuando decisi interventi di semplificazione e di liberalizzazione e aprendo la strada alla conversione dell’ormai vecchio modello di emittente locale in quello di azienda multimediale del relativo territorio”.

Affrontando il tema della radiofonia, nel corso della relazione annuale, l’avv. Marco Rossignoli, ha sottolineato che l’Agcom ha recentemente dato un’accelerazione al processo di digitalizzazione delle trasmissioni radiofoniche, definendo i relativi bacini e estendendo a molte importanti province italiane (come Torino, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Salerno, Palermo e Catania) la pianificazione delle frequenze già realizzata, negli scorsi anni, nelle province di Trento e di Bolzano.
“L’Autorità – ha proseguito Rossignoli – ha tuttavia assunto tali provvedimenti senza che vi siano risorse frequenziali quantitativamente sufficienti per permettere a tutte le radio locali e nazionali, aventi titolo, di poter avviare le trasmissioni digitali anche nelle altre aree del Paese.
In questo modo – ha aggiunto Rossignoli – si rischia di creare una situazione insostenibile perché vi sono aree, come quelle relative ad alcune regioni che si affacciano sulla costa adriatica, dove le radio nazionali stanno operando con impianti sperimentali, mentre le radio locali non hanno frequenze disponibili.”
La soluzione a tale problematica è quella che venga acquisita al più presto la disponibilità di ulteriori risorse frequenziali, come il canale 13, attualmente attribuito al altri servizi dal Piano di ripartizione delle frequenze.
Sul tema degli ascolti radiofonici, Rossignoli ha ricordato che negli scorsi mesi, l’intero comparto radiofonico (nazionale e locale, pubblico e privato, commerciale e comunitario) ha dato vita, negli scorsi mesi, alla società Tavolo Editori Radio srl, avente l’obiettivo di curare la ricerca degli ascolti radiofonici in Italia.