24 giugno 2016 | 14:18

La Rai eviti inaccettabili palinsesti in stile anni ’90, dice il consigliere Diaconale. Siddi: la tv pubblica deve far emergere i talenti che ha e osare di più

“Ferrara, Lerner, Augias, Santoro… con questi palinsesti si rischia il ritorno alla tv degli anni ’90. Altro che tv dell’innovazione”. Così il consigliere di amministrazione Rai, Arturo Diaconale all’Ansa. “Ci sono grandi perplessità in cda, anche trasversali”, confida Diaconale, “perché sono stati presentati palinsesti inaccettabili senza minimamente coinvolgerci. Se si fosse realizzata un’istruttoria più lunga, i consiglieri avrebbero potuto evitare certi errori”.

Arturo Diaconale (foto Olycom)

“Non si capisce come mai siano stati chiamati tutti questi esterni – sottolinea il consigliere in quota centrodestra. “Possibile che non ci fosse nessuno in Rai in grado di fare quello che farà Semprini? I giornalisti del ‘Foglio’ fino a qualche anno fa non potevano neanche entrare in Rai, adesso arriva un programma con Ferrara, Buttafuoco, Sechi. Sarà un caso che tutto questo succeda dopo la svolta filorenziana del giornale? Arriva gente esterna tutta riconducibile a un pensiero unico, politicamente corretto”, conclude Diaconale.

Anche il consigliere Rai Franco Siddi ha espresso perplessità sui nomi circolati in questi giorni: “c’è un grande sforzo di innovazione nelle reti – ha detto – e la Bignardi è coraggiosa nel cercare nuove piste post talk show”, ma “sarebbe piaciuta una scelta di conduzione su un talento interno da far esplodere sugli schermi Rai come accadde a Giovanni Floris a suo tempo”.

Siddi Franco (foto Olycom)

Siddi Franco (foto Olycom)

“Forse”, secondo Siddi, “ha prevalso l’idea, scegliendo Semprini, di puntare sul ‘pronto subito’. Voglio credere che non accadrà più”. “Quanto ad altri programmi di informazione distribuiti sulle reti – spiega all’Ansa -, una riflessione e una messa a punto sono necessarie per una rete, che si ritiene la più aperta ai giovani, come Rai2. Per fortuna ci sono aspetti ancora indefiniti e quindi credo ci sia il modo di riflettere e lavorare, ma non mi pare che ipotesi come quelle di Buttafuoco portino quel pluralismo di pensiero indispensabile e quella apertura alle nuove generazioni che nella vita sociale politica e culturale danno, oggi, testimonianza di un’Italia in movimento e fresca nella sua articolazione plurale”.

“Come consiglieri”, conclude Siddi, “abbiamo il dovere di tenere presente che la scadenza dei palinsesti ha una rilevanza per la tutela del patrimonio aziendale e del suo conto economico su cui interviene per una parte la pubblicità, che determina scadenze proprio per la presentazione dei palinsesti, ma che perciò richiede massima attenzione nella spesa per gli arrivi esterni. La Rai deve far venir fuori i talenti che ha senza paura dei concorrenti e sapendo che, essendo servizio pubblico, non solo può ma deve osare di più”.