28 giugno 2016 | 10:12

Stamattina a Milano, nel Conservatorio Giuseppe Verdi, la Rai presenta i palinsesti per la prossima stagione. Il 5 luglio un gala a Roma nel Salone delle Fontane di via Ciro il Grande

Alle 11.30 a Milano, nel Conservatorio Giuseppe Verdi, saranno presentati i palinsesti Rai per la prossima stagione. La presentazione vedrà un gala anche a Roma, il prossimo 5 luglio alle 19,30, nel Salone delle Fontane di via Ciro il Grande 10-12.

Secondo AdnKronos, alle 12 nella Sala Ospiti dell’Auditorium Parco della Musica di Roma si terrà la conferenza stampa di presentazione della serata finale del Premio Strega. Parteciperanno: Tullio De Mauro, presidente Fondazione Bellonci; Giuseppe D’Avino, presidente e ad di Strega Alberti Benevento; Giuseppe Gori, vicepresidente Unindustria; Aurelio Regina, presidente Musica per Roma; Josè R. Dosal, ad. Musica per Roma. Coordina Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci.

Fabrizio Piscopo (foto Olycom)

Fabrizio Piscopo, amministratore delegato di Rai Pubblicità (foto Olycom)

Ieri sera intanto i palinsesti sono stati approvati dal Cda che però si è spaccato al suo interno. Se da una parte hanno infatti votato a favore la presidente Monica Maggioni e i consiglieri Rita Borioni, Marco Fortis, Guelfo Guelfi e Franco Siddi, hanno votato no Arturo Diaconale, Carlo Freccero e Giancarlo Mazzuca (assente Paolo Messa). Nel corso dell’assemblea il dg Antonio Campo Dall’Orto, “ha sottolineato l’elevato tasso di innovazione che caratterizza palinsesti delle reti generaliste, corrispondente ad oltre 1600 ore di trasmissioni e pari ad oltre il 30 per cento complessivo della programmazione”, specificando come “nella stagione autunnale vi saranno 37 programmi totalmente inediti, oltre a 5 titoli di nuove serie fiction di produzione per un totale di 42 novità”. “Abbiamo iniziato un grande sforzo di composizione, che andrà via via a svilupparsi nel tempo – ha continuato Campo Dall’Orto – puntando sui nuovi linguaggi, promuovendo un nuovo sguardo sul paese che non risponde a logiche di appartenenza. Si tratta di uno sguardo contemporaneo capace di raccontare i disagi, i bisogni e i successi di ogni giorno”.

“Vedo una volontà di costruzione importante: viene presentata una formula che ci proietta nel futuro tenendo insieme il meglio di quello che Rai è stata, elementi esterni e la valorizzazione di chi è all’interno”. E’ stato invece il commento della presidente Monica Maggioni. “Accanto a chi viene da altre esperienze, intuisco finalmente affiorare finalmente in superficie i nomi delle nuove generazioni di giornalisti Rai”, ha aggiunto.

Di parere completamente opposto Carlo Freccero che, in una lunga dichiarazione ripresa dalle agenzie ha parlato di “pensiero unico”. ”Siamo di fronte ad una Rai monocorde, che esclude la differenza ed il confronto, cancellando la satira e la controinformazione. Le poche voci divergenti sono di fatto occultate nelle pieghe di un palinsesto di un pensiero unico televisivo tanto patinato da rivelarsi superficiale”. Le sue critiche, specifica il consigliere, “non riguardano le singole reti, quanto l’immagine globale di Rai che scaturisce dalla loro somma. E l’immagine che percepisco io è un’immagine insufficiente proprio riguardo all’informazione. Gli eventi recenti, come il Brexit, sono testimonianza del bisogno di intervenire di volta in volta con servizi giornalistici tempestivi e di avere a disposizione contenitori flessibili che permettano di commentare gli eventi in diretta. I palinsesti Rai che ho potuto visionare conservano un solo contenitore d’informazione in prima serata: Semprini su Rai3. Non sappiamo neanche se questa nuova forma di talk si presterà a questo scopo. Attualmente l’unico programma di commento politico trasferibile, in caso di eventi in prima serata, è il Porta a Porta di Vespa. Ma non possiamo affidare la politica ad un’unica voce”. “L’abbandono della lottizzazione delle reti ha sicuramente aspetti positivi, almeno perché sembra sottrarre la tv all’ingerenza dei partiti. Ma può essere letta anche in chiave critica come affermazione del pensiero unico. I conduttori di trasmissioni politiche e d’informazione sono tutti inquadrabili nella linea ‘ultra renziana’ de La Repubblica di Calabresi e de Il Foglio di Cerasa. Insomma, una molteplicità di conduttori non significa necessariamente confronto tra opinioni diverse, se queste opinioni sono riconducibili ad una visione unica delle cose ed a una valutazione unanime degli eventi”. Pur sottolineando che “le decisioni dei direttori di Rete vanno rispettate”, Freccero avrebbe preferito “restituire visibilità a quel poco d’informazione dissidente che, nonostante tutto, sopravvive in Rai. Mi riferisco a Gabanelli e Iacona, relegati in nicchie di programmazione che ne annullano di fatto la visibilità”.

Infatti il lunedì e il martedì “Rai1 ha collocato la sua migliore fiction, Rai2 il meglio dell’intrattenimento, mentre Rai3 i programmi d’informazione: Report della Gabanelli e il nuovo talk a cura del neo acquisto della Rai Semprini. E’ chiaro come sia complementare la programmazione di Rai1 e Rai2 e come sia penalizzata Rai3. Non sarebbe stato più opportuno collocare al lunedì e al martedì gli storici programmi di servizio di Rai3 come Mi manda Rai3 e Chi l’ha visto, che hanno uno zoccolo di spettatori fedeli ed esaltare le inchieste di Report al mercoledì o al giovedì? Un’ultima osservazione: attenzione alla programmazione del sabato di Rai1, giorno tradizionale di appuntamento fisso con il varietà, che rischia di perdere anche il suo pubblico tradizionale, sconcertato da programmi differenti”.