28 giugno 2016 | 10:58

Allarme sostenibilità per le casse dell’Inpgi. La relazione della Corte dei conti, che chiede all’ente previdenziale dei giornalisti di fare di più per la stabilità delle finanze. Macelloni: un richiamo da non sottovalutare

Allarme sostenibilità per le casse dell’Inpgi. Come illustrato dalla Corte dei Conti nella relazione 2015 al Parlamento, la Gestione principale dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani chiude il bilancio 2015 con un avanzo economico di 21,070, milioni di euro a fronte dei 17,020 milioni del 2014.

Marina Macelloni

La gestione previdenziale, tuttavia, mostra, con un risultato di segno negativo per 111,940 milioni, un netto peggioramento sul precedente esercizio, di circa 30,320 milioni. Saldo ancor più preoccupante, spiegano i giudici contabili, se riguardato con riferimento all’ultimo quinquennio, in cui la gestione previdenziale, in negativo già dal 2011, vede negli ultimi tre anni aumentare le perdite in modo assai sensibile e nell’ordine di circa 30 milioni in ciascun esercizio.

Si tratta, dunque, nel giudizio della Corte, di “dati molto preoccupanti sulla stessa sostenibilità della gestione anche nel breve periodo, su cui ha inciso una crisi – molto pesante, se non divenuta ormai strutturale – del settore dell’editoria, con una progressiva contrazione del numero degli occupati ed un progressivo aumento degli oneri per ammortizzatori sociali a carico dell’Istituto”. Sono 956, infatti, i contratti di lavoro persi nel 2015 (-5,8%), ma il crollo è addirittura maggiore nell’ultimo quinquennio (-16%).

L’invito dei magistrati contabili agli organi di amministrazione dell’Istituto, dunque, “è quello di porre responsabilmente in essere – come del resto richiesto dagli stessi Ministeri vigilanti – ulteriori interventi per rimediare ad una situazione che parrebbe, altrimenti, seriamente compromessa”.

Tra il 2014 e il 2015 aumenta ancora, infatti, “la forbice tra gettito contributivo Ivs (che diminuisce del 2,32%) e spesa per pensioni (+ 3,78%), con un’incidenza quindi sempre maggiore di questi ooneri sulle relative entrate. Il saldo tra il gettito di tutti i contributi e tutte le prestazioni obbligatorie è negativo per oltre 140 milioni”.

“Non possiamo sottovalutare” il richiamo della Corte dei conti, ha ammonito il presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, “a porre in essere ulteriori severi interventi per rimediare a una situazione altrimenti compromessa”. Il Consiglio di amministrazione – ha concluso – è già fortemente impegnato in questa direzione e presenterà al più presto ai Ministeri vigilanti un nuovo pacchetto di misure che possano riportare la gestione in equilibrio”.

L’avanzo economico dell’Inpgi 2, invece, è pari a circa 39,6 milioni di euro (in lieve flessione rispetto ai 41,2 del 2014).

Ecco il testo del comunicato stampa dell’Inpgi:

Relazione della Corte dei conti 2015: sui bilanci dell’Ente pesa la crisi del settore, ora ulteriori misure per il riequilibrio della gestione:

“La Sezione controllo Enti della Corte dei conti ha riferito in Parlamento sul risultato del controllo eseguito sulle gestioni – principale e separata – dell’Istituto. Nella relazione sull’esercizio 2015 si evidenzia un avanzo economico per l’esercizio 2015 di circa 21 milioni di euro, rispetto ai 17 milioni del 2014. Avanzo economico garantito, come per il precedente esercizio, dalle plusvalenze generate dalla scelta di trasferire gradualmente l’intero patrimonio immobiliare dell’Inpgi all’interno del Fondo immobiliare “Inpgi – Giovanni Amendola” di cui l’Ente è quotista unico. Sul versante della gestione previdenziale, la Corte dei conti evidenzia il grave stato di crisi occupazionale del settore dell’editoria con una emorragia di posti di lavoro che non accenna a rallentare; emorragia che, nel solo 2015 è stata pari al 5,8% con 956 contratti di lavoro persi, ma che nel quinquennio 2010-2015 vale il 16% dell’intero sistema editoriale italiano, con un impatto netto sulle dinamiche del rapporto contributi/prestazioni e quindi sull’equilibrio della gestione principale stessa. Il 2015 vede in ulteriore diminuzione le entrate per contributi IVS, in flessione del 2,8% rispetto all’esercizio precedente, valore che sale fino al 9% se si prendono in considerazione gli ultimi sette anni. Sale invece la spesa per prestazioni pensionistiche (+ 3,8% rispetto al 2014, ma pari al + 38% nel periodo 2008-2015), con un saldo finale tra contributi e prestazioni in negativo per circa 112 milioni di euro. Tra gli indicatori evidenziati dalla Corte dei conti a conferma dell’aumento della spesa previdenziale troviamo, in crescita dal 2009, le uscite per ammortizzazione sociale relativamente a contratti di solidarietà, esodi incentivati e prepensionamenti.

“La Corte dei conti nella sua relazione – ha dichiarato la Presidente dell’Inpgi Marina Macelloni – conferma che lo squilibrio della gestione dell’Inpgi deriva sostanzialmente dal pesante stato di crisi strutturale del settore dell’editoria e da’ atto al Consiglio di amministrazione di essere già intervenuto con una riforma in parte approvata dai Ministeri. La relazione si chiude con un forte richiamo, che non possiamo sottovalutare, a porre in essere ulteriori severi interventi per rimediare a una situazione altrimenti compromessa. Il Consiglio di amministrazione – ha concluso la Presidente Macelloni – è già fortemente impegnato in questa direzione e presenterà al più presto ai Ministeri vigilanti un nuovo pacchetto di misure che possano riportare la gestione in equilibrio”

Per quanto riguarda la Gestione previdenziale separata, la Corte dei conti evidenzia come il 2015 si sia chiuso con un avanzo economico di circa 39,6 milioni di euro (in lieve flessione rispetto ai 41,2 del 2014) e che la criticità di tale gestione riguardi unicamente l’inadeguatezza dell’assegno pensionistico atteso.”