29 giugno 2016 | 18:30

Raccolta pubblicitaria a +3,14% nel 2016, secondo le previsioni Upa. Il presidente, Sassoli de Bianchi: bene la tv, la radio sempre più integrata e la stampa vede la fine della traversata nel deserto. La Brexit? Non è un problema per chi investe sulle marche (VIDEO)

di Matteo Rigamonti – La raccolta pubblicitaria in Italia crescerà del 3,14% nel 2016. Lo ha dichiarato il presidente dell’Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi in occasione dell’assemblea annuale al Teatro Strehler di Milano: “3,14 come il ‘Pi greco’”, ha scherzato Sassoli, “mi sembra un buon numero”.

Lorenzo Sassoli de Bianchi (Foto: Primaonline.it)

In particolare, ha proseguito Sassoli, a trainare la raccolta è l’alimentare, mentre l’auto segnerà un leggero rallentamento. “La televisione, che rappresenta il 50% della raccolta pubblicitaria o forse qualcosa meno, sta andando abbastanza bene”, ha aggiunto. “La radio, invece, si sta integrando sempre di più con la tv mentre la stampa sta arrivando alla stabilizzazione con la spinta sul digitale”. Si vede la fine della “traversata del deserto“, secondo il numero uno di Upa. Che si è detto convinto che “il citizen journalism non sostituirà mai il giornalismo professionale”.

“Non commento mai i palinsesti“, ha dichiarato Lorenzo Sassoli de Bianchi, risponendo a chi gli chiedeva che cosa ne pensasse di quelli autunnali della Rai. “Il compito del servizio pubblico”, secondo Sassoli, “è essere sperimentale”, e in questo senso la Rai deve saper “mescolare teche e contemporaneità, storia e stili più moderni”. Ma soprattutto deve “diventare una digital media company; è importante andare in questa direzione”.

No comment anche per quanto riguarda l’Ops di Cairo per Rcs e l’Opa di Bonomi e soci storici. Si è limitato a constatare: “le concentrazioni editoriali sono inevitabili e ne vedremo delle altre e non solo nel cartaceo”. Secondo Sassoli “le concentrazioni aggiungono efficienza ed efficacia”. “Nessun timore – prosegue – perché gli spazi pubblicitari si stanno moltiplicando” quindi “non c’è alcun effetto negativo”.

Secondo Sassoli, nemmeno la Brexit deve preoccupare: “saranno loro a subire le conseguenze peggiori”; “l’Italia può tranquillamente continuare a investire sulle marche”.

Quanto alle novità per il 2016, Sassoli ha spiegato che l’Upa chiederà al governo “400 milioni di tax credit sugli investimenti incrementali”, di cui “100 milioni solo per quelli sulla stampa”, perché “ciò raddoppierebbe l’attuale propensione al consumo”.

E dopo il rinnovo del campione per il panel Auditel, Sassoli ha annunciato che “entro fine luglio” sarà pronto per il “rodaggio” nelle case di “10mila italiani” il “Superpanel“ in grado di rilevare gli ascolti tenendo conto della loro crescente frammentazione e dell’uso di diversi device.

Sulla misurazione delle audience radiofoniche, invece, è stato “apprezzato lo sforzo compiuto dagli editori di costituire un tavolo comune”, tuttavia l’Upa “auspica che siano impiegate tecnologie volte a una rilevazione più puntuale e precisa della radio”.

Sassoli, ha nuovamente caldeggiato la “quotazione in Borsa di Auditel”, come soluzione per garantire sempre nuovi servizi al passo coi tempi.

Quanto a possibili nuovi mercati per il 2016, il presidente Upa ha ipotizzato l’Iran: “è un mercato che offre enormi possibilità e gli iraniani sono pazzi degli italiani”.

“La banda larga è l’asse centrale su cui far crescere i consumi” e verso cui il governo dovrebbe “indirizzare gli investimenti”, ha proseguito il presidente degli investitori, e “attraverso l’ecommerce e le startup, che valgono circa il 4% del Pil, ci potrebbero essere 30 miliardi di ulteriori ricavi per le imprese”.

Il programmatic buying, invece, è stato definito “una buona opportunità, che ha tuttavia bisogno di più trasparenza e regole condivise” e Sassoli ha lanciato la proposta ai centri media e alle concessionarie di scrivere insieme a Upa un “libro bianco sugli investimenti digitali”.

Infine, il progetto lanciato lo scorso anno con il ministro Franceschini, upaperlacultura.org – la piattaforma web per scegliere i progetti di sponsorizzazione culturale, e aperto per tutte le imprese italiane – si avvale oggi anche della partnership di Confindustria – Piccola Industria, con l’obiettivo di allargare il più possibile la partecipazione delle imprese alla tutela del patrimonio artistico italiano.

- Leggi o scarica il testo dell’intervento del presidente Upa, Sassoli de Bianchi (.doc)