07 luglio 2016 | 10:07

La radio un media sempre attuale, dice Campo Dall’Orto. Basta parlare di palinsesti, oggi il tema sono i contenuti. Il canone? Bisogna meritarlo

Se c’e’ una caratteristica della radio, è quella di essere un media “sempre attuale”, è una caratteristica “che porta dentro di se’”. A dirlo il dg Rai, Antonio Campo dall’Orto, intervenendo il 6 luglio al programma Bianco e Nero in onda su Radio1 Rai, dove ha affrontato diversi temi, dai palinsesti autunnali, al canone, dalle prospettive della tv generalista, al ruolo di Carlo Conti direttore artistico di Radio Rai.

“La radio ha dimostrato di essere un media molto contemporaneo: era mobile quando la mobilità non era importante come oggi, figuriamoci ora…”, ha detto il dg. “E poi ha la capacità di avere un rapporto molto intimo con l’ascoltatore. La radio ha un suo ruolo e non a caso negli Stati Uniti sta crescendo”.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Sul ruolo di Conti, il dg – “con i poteri di amministratore delegato”, come ha chiarito lui stesso su come definirlo – ha sostenuto che c’era esigenza di capire i punti di forza e di aggiungere innovazione, “per la radio rimaniamo forti sul target classico, bisogna conquistare di più quello giovanile e in particolare quello femminile. Conti sta lavorando alla programmazione e il risultato lo vedremo, lo sentiremo, dal 10 settembre. Il momento creativo serve molto”.

“Bisogna meritarselo, facendo azioni visibili”, ha detto in tema canone. Trasmettere su Rai1 la prima della prossima stagione lirica della Scala “e’ un esempio di servizio pubblico”, ha sottolineato Campo Dall’Orto, “Cosi’ come lo sarà trasmettere in prima serata su Rai3 ‘Fuocoammare’ o trattare in prima serata su Rai2 un tema delicato come quello del bullismo”. Per Campo Dall’Orto “tutto deve avere una componente di servizio” a favore dell’utente. E dunque lo sono le Olimpiadi ma lo saranno anche Virginia Raffaele e Mika su Rai2. “La domanda è: il complesso di tutte le attività” che compongono l’offerta Rai meritano i 100 euro del canone? “Penso di si’”, la risposta decisa del dg di viale Mazzini.

E parlando della programmazione per il prossimo autunno, presentata a Milano e a Roma nei giorni scorsi, Campo Dall’Orto ha rilevato che il termine ‘palinsesti’ ormai lo si potrebbe anche mandare in archivio, in soffitta, “oggi il tema sono i contenuti. C’è innovazione nei contenuti e c’è innovazione di forma” nell’offerta del servizio pubblico. E lo slogan ‘Rai per te. Per tutti’ che accompagna la prossima stagione significa che “aderisce alla vita di una persona. L’obiettivo non è inventare un bisogno ma soddisfare un bisogno esistente. E la per il dg conferma è arrivata proprio in queste settimane, con Euro 2016, quando per Italia-Svezia sono stati 1 milione 140mila i browser unici, un record assoluto per il Paese, “la conferma che sono le persone a scegliere” dove vedere quello che interessa.

Alla domanda se la tv generalista, lineare, ha ancora un futuro, Campo Dall’Orto da risposto: “Credo che noi siamo ‘animali sociali’, nel senso che quello che ci si presenta è la coordinazione tra momenti collettivi e individuali. Nei momenti collettivi il servizio pubblico è fondamentale”, come ha dimostrato il lavoro svolto in occasione dell’attentato di Dacca.

Il direttore generale Rai ha inoltre sottolineato che l’innovazione “passa attraverso il rischio, e il rischio passa per il cambiamento. Avremo risultati molto chiari, e’ come se fossimo nella fase di semina che poi portera’ molti di questi prodotti ad essere un riferimento” per i telespettatori. Campo Dall’Orto ha anche detto che la Rai sta vivendo la stagione di maggiori ascolti degli ultimi anni, perchè questo e’ conseguenza del nostro lavoro”.

Con l’autunno il prime time comincerà alle 21,15, “e all’inizio so bene che perderemo qualche ascolto ma poi avremo successo. Nel servizio pubblico gli ascolti non possono che essere conseguenti al lavoro”, concetto che il dg non perde occasione di ribadire, pur riconoscendo l’importanza – in chiave di capacità di attrarre risorse – degli ascolti, ma senza per questo darle preminenza.

E dopo aver rilevato che occorre recuperare anni di ritardi in fatto di alfabetizzazione digitale – “c’è una parte di società italiana molto attiva ma anche 24 milioni di italiani che non accedono a Internet” – Campo Dall’Orto ha concluso dicendo “abbiamo già avuto in primavera e e quest’estate con lo sport i primi segnali della semina. Ma settembre e l’autunno saranno una prova molto importante. C’e’ un bel lavoro di squadra, e questo di solito è garanzia di risultati”.