11 luglio 2016 | 12:00

Come verificare le notizie pubblicate dai social media ed evitare le bufale. La guida di Craig Silverman tradotta in italiano

I social media sono uno strumento eccezionale di informazione in tempo reale, come dimostra il video trasmesso il 7 luglio in diretta su Facebook Live da Diamond Reynolds, la giovane afroamericana del Minnesota che ha filmato l’agonia del suo compagno, colpito a morte da un agente di polizia durante un controllo stradale. Ma i social sono anche una fonte inesauribile di notizie fasulle, a volte riprese da giornali e tv che non fanno le dovute verifiche. Capita soprattutto in occasione di attentati e di altre emergenze, quando la fretta e la concitazione del momento fa prendere a volte brutte cantonate.Ne sa qualcosa quel giovane messicano che, per un macabro scherzo via Twitter, si è visto pubblicare la sua foto tra le vittime di diversi disastri: l’Airbus della EgyptAir precipitato nel Mediterraneo, l’attacco terroristico all’aeroporto di Istanbul e la strage al night club di Orlando, in Florida. La storia l’ha ricostruita e raccontata France 24 Observer, il sito di citizen journalism (controllato da un team di giornalisti esperti) dell’emittente francese.

Craig Silverman

Sulla base di questa esperienza, France 24 ha pubblicato una piccola guida sulla verifica di foto e video sui social media, corredata da diversi esempi interessanti. Guida che è stata tradotta in italiano da Valigia Blu, il blog collettivo sul mondo dell’informazione curato da Arianna Ciccone, la fondatrice del Festival del giornalismo di Perugia.

Ma la vera bibbia in materia di fact checking è il Verification Handbook di Craig Silverman, giornalista imprenditore americano, che sul sito del Poynter Institute cura il blog Regret the Error, sugli errori, l’accuratezza e la verifica nel giornalismo (nel 2007 aveva pubblicato un libro con lo stesso titolo). Oltre a Silverman hanno collaborato all’opera diversi giornalisti investigativi e specialisti di comunicazione digitale, ognuno dei quali ha affrontato un tema specifico: la verifica dei contenuti prodotti dagli utenti, la verifica delle immagini e dei video, la copertura mediatica nelle situazioni di emergenza eccetera. Anche il Verification Handbook è stato tradotto in italiano: ci ha pensato Slow News, il progetto di ‘slow journalism’ lanciato l’anno scorso da Alberto Puliafito, Alessandro Diegoli, Andrea Coccia, Andrea Spinelli Barrile e Gabriele Ferraresi. Il manuale si può scaricare gratuitamente nel sito verificationhandbook.com.