11 luglio 2016 | 17:53

Analisti divisi nei giudizi sulle offerte per Rcs. Equita Sim sta con Cairo, Intermonte propende per la cordata Bonomi. Per Banca Akros l’opas dell’editore di La7 migliore dal punto di vista industriale. Ma la prospettiva di un guadagno del 20% con International Media Holding potrebbe essere irresistibile

Nella settimana decisiva nel duello per Rcs tra Urbano Cairo e la cordata di Andrea Bonomi con i quattro soci storici del Gruppo editoriale, gli analisti si dividono nel valutare le due offerte, con Equita Sim che giudica positivamente l’Opas dell’editore di La7, mentre Intermonte preferisce l’opa della Newco. “L’entità dei rilanci è stata superiore alle nostre aspettative” afferma Intermonte nel suo report ripreso dall’agenzia Ansa.

“Alla luce delle nuove offerte, la nostra preferenza va per quella di Imh, perché riteniamo che il corrispettivo rifletta oggi in maniera soddisfacente il valore del gruppo Rcs, alla luce sia delle opportunità delineate nel piano industriale sia anche dei rischi esistenti in un settore, quello dell’editoria, che ancora soffre di un calo della circulation di giornali e riviste”.

Nella foto, Urbano Cairo e Andrea Bonomi

Dopo il rilancio di Cairo, invece, Equita Sim ha alzato del 17% il suo target price su Rcs, portandolo a 1,23 euro sulla base di una valutazione prudente degli obiettivi annunciati da Cairo. “Mantenendo la valutazione di Rcs stand-alone sotto la guida Cairo a 1,09 euro ad azione (ebitda 2018 del 9% inferiore al target del piano Cairo) ed assumendo che l’azionista Rcs consegni tutte le azioni all’ops, il target per l’azionista Rcs sale del 17% a 1,23 euro per azione (25 cents cash +0,18 azioni Cairo, valutata al nuovo target 5.5 euro per azione).

In caso di adesione parziale il target di Rcs scende proporzionalmente (consegnando il 50% delle azioni il target è 1.16 euro per azione)”. “Va segnalato da un lato che la Brexit potrebbe aumentare l’incertezza sullo scenario macro-economico e dall’altro che la nostra valutazione è basata su stime più caute rispetto ai target di piano di Cairo Communication” sottolinea Equita, spiegando che in caso “di pieno raggiungimento dei target del piano Cairo e valutazione sui multipli basata sugli obiettivi 2018, il target di Rcs a fine 2018 salirebbe oltre 1,4 euro per azione (con Cairo Communication oltre 6 euro per azione)”.

Banca Akros giudica migliore da un punto di vista industriale l’offerta di Urbano Cairo ma ritiene che per gli azionisti appena entrati in Rcs un guadagno immediato del 20%, come quello offerto dalla cordata di Bonomi e Mediobanca, possa rivelarsi “irresistibile”. “In linea di principio preferiremmo il contenuto industriale e le potenziali opportunità di ‘upside’ dal punto di vista finanziario dell’offerta di Cairo” ma “l’appeal di un rapido guadagno del 20% per l’ultimo giro di azionisti entrati in Rcs potrebbe essere irresistibile” si legge in un report degli analisti, ripreso anche in questo caso dall’Agenzia Ansa. Secondo Akros l’offerta di Cairo ha meno chance di vincere in quanto l’editore innanzitutto parte con una quota di solo il 4,6% del capitale, puntando al 35%, mentre Imh (il veicolo di Bonomi, ndr) ha già il 22,6% e ha una soglia minima del 30 per cento. Inoltre Cairo ha bisogno del controllo dei due terzi dei voti per fare quella fusione che rappresenta il modo migliore per realizzare appieno le sinergie e, infine, gli azionisti saranno influenzati dall’andamento delle azioni di Cairo durante la settimana.