Protagonisti del mese

12 luglio 2016 | 10:17

Vi stupiremo

“Nei prossimi diciotto mesi l’arrivo sul mercato di quattro nuovi prodotti ci darà l’opportunità di investire di più in comunicazione ed essere molto più visibili rispetto al passato”, dice Luca de Meo, presidente della casa automobilistica Seat (Gruppo Volkswagen), “È venuto il momento di cambiare prospettiva e far capire di cosa siamo capaci”.

Luca de Meo

Dopo qualche anno di basso profilo, Seat torna a spingere sull’acceleratore della comunicazione a partire dal lancio del nuovo suv Ateca. “Fino a poco tempo fa le nostre energie su questo fronte si sono concentrate sul piano strategico per assicurare coerenza e consistenza al messaggi, per costruire una piattaforma ordinata con processi oliati e coordinati su tutti i mercati”, dice Luca de Meo a ‘Prima Comunicazione’. “Oggi il punto centrale della comunicazione Seat non sta nel prodotto, ma nella percezione del brand e nella capacità di trasmettere quello che siamo capaci di fare. Nella mia vita professionale ho girato varie aziende, conosco tanti gruppi e posso garantire che Seat ha un’organizzazione che non ha niente da invidiare a nessuno”.

Cosa comunica il brand Seat? “Negli ultimi anni il gruppo ha cercato di imporre una serie di valori a cominciare dall’essere un marchio accessibile, caldo, del Sud, giovane, dinamico e sportiveggiante. Ma ha anche una forte componente tecnologica e una grande qualità costruttiva”, dice de Meo nell’intervista a ‘Prima’, “non è un caso che il nostro mercato più importante sia quello tedesco. Dato che pochi conoscono, ma di cui siamo molto orgogliosi, perché vendere auto in Germania non è per niente facile. E se la soddisfazione che i tedeschi hanno dei nostri prodotti è ai massimi livelli del gruppo Volkswagen, un motivo ci sarà. Vuol dire che la sostanza c’è”.

In Italia come vanno le cose? “È un mercato importantissimo, e poi c’è una questione di orgoglio personale. L’Italia ha un enorme potenziale. Vendiamo 15-16mila vetture in un mercato di quasi due milioni di auto, per cui pensiamo di poter fare di più. Ci meritiamo di fare di più”, prosegue de Meo nell’intervista a ‘Prima’.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 473 – Luglio 2016
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