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12 luglio 2016 | 10:15

Energia Corriere

Il direttore del ‘Corriere della Sera’, Luciano Fontana, ragiona in modo pacato, ma ha le idee chiare sul futuro dell’informazione. Come spiega a ‘Prima Comunicazione’.

“Quanti fanno informazione potranno avere un futuro se riusciranno a presentarsi con un tratto distintivo rispetto al bombardamento informativo che ci investe costantemente e in ogni dove”, dichiara a ‘Prima’ il direttore del ‘Corriere della Sera’. “Ciò significa saper utilizzare il proprio brand per offrire prodotti che il pubblico riconosca come originali e caratterizzati da un tasso qualitativo non paragonabile a quanto si trova in Rete, sui social media o sulle messaggerie istantanee. Come esempio mi piace citare il lavoro che abbiamo fatto con ‘La Lettura’, il nostro supplemento culturale domenicale. Avevamo un prodotto che fino a un anno fa aveva difficoltà economiche, e lo abbiamo ripensato all’interno di un progetto che prevedeva un innalzamento qualitativo, una trasversalità dei linguaggi, un’apertura a un pubblico più ampio, posizionandolo per trasformarlo in un prodotto esclusivo che andasse a occupare un segmento di mercato che in precedenza non esisteva. Magari esisteva un pubblico, ma non c’era un prodotto adeguato. In questo modo ‘La Lettura’ si è trasformata da prodotto gratuito in un inserto a pagamento, che fa profitti. Una formula che abbiamo applicato ad altre piattaforme”.

Luciano Fontana

Sulla sfida tra Cairo e la cordata Bonomi, Fontana non glissa e dice a ‘Prima’: “Sarebbe ipocrita e anche un po’ stupido glissare sulle turbolenze che hanno attraversato l’azionariato di Rcs, ma le assicuro che non hanno influito sul nostro lavoro. E ho sempre cercato di fare in modo che non incidessero sulla redazione. Quando sarà definito il nuovo assetto in Rcs, sarà importante ragionare sulle scelte strategiche da fare, tenendo conto che dovremo confrontarci con un gruppo forte dal punto di vista industriale e pubblicitario. Ma anche noi abbiamo belle carte in mano. Il ‘Corriere’ è tradizionalmente molto radicato al Nord e in alcune aree adesso abbiamo una libertà d’azione più ampia di quanto ci consentisse il precedente assetto societario di Rcs in cui la presenza di Fca consigliava comportamenti non aggressivi nel Nordovest. Insomma, molti milanesi saranno anche attratti dall’offerta web della concorrenza, ma non c’è dubbio che ci saranno tanti piemontesi e liguri che preferiranno il sistema del ‘Corriere’ più vicino ai loro valori e tradizioni, rispetto a quello di ‘Repubblica’, giornalisticamente ottimo, ma con caratteristiche politico-culturali ben definite. E per quanto riguarda ‘La Stampa’, vedremo cosa ha in mente di fare. Sarà una sfida bella e difficile. Io sono e resto un ottimista”.

 

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 473 – Luglio 2016

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