Protagonisti del mese

12 luglio 2016 | 10:18

Puntiamo in alto

Il passaggio di Maurizio Crozza da La7 a Discovery è uno dei colpi televisivi più chiacchierati dell’estate. Non solo per il lauto compenso che lo showman prenderebbe dal gruppo guidato da Marinella Soldi (si parla di 100mila euro a puntata). Quel che stuzzica di più è capire quali siano le intenzioni dell’headquarterd di Visconti di Modrone con l’acquisto dello showman capace di raddoppiare la share media di La7. “Una delle ragioni principali che ci hanno portato ad arruolarlo come punta di diamante del nuovo team di talent è la sua ‘talkability’, la capacità di movimentare volumi importantissimi di interazioni sui social”, dice Alessandro Araimo, senior vice president and coo di Discovery Networks Southern Europe. “Quando valutiamo un programma l’impatto social è un elemento fondamentale perché in una fruizione sempre più frammentata essere presenti con forza su tutte le piattaforme diventa vitale: amplia l’audience complessiva, ci mette in contatto con target difficilmente raggiungibili e tutto questo in prospettiva diventerà una linea di business importante. Se infatti per ora i ricavi arrivano prevalentemente dalle forme tradizionali di advertising, è sicuro che tra qualche anno le cose cambieranno. Mi piace definire il gruppo Discovery una ‘social destination’, un distributore di contenuti piuttosto che un semplice broadcaster, proprio perché la nostra missione è essere presenti su tutte le piattaforme possibili”.

Nella foto, da sinistra Giancarlo Giannini e Marinella Soldi

L’upfront milanese del 14 giugno ha segnato una svolta nella presenza italiana di Discovery. È finito il tempo in cui la priorità era radicare il brand del gruppo, comunicare la forza d’insieme dei tredici brand e della piattaforma Ott Dplay esaltando la share totale (6,5%) e il consolidato ruolo di terzo editore televisivo. La nuova strategia sul free esalta i singoli canali. Si parte da Nove, poi toccherà a Real Time, Dmax, Giallo, Focus, K2 e Frisbee. “Finora abbiamo puntato sul vivaio, allevando talenti televisivi in erba per farli diventare protagonisti, alcuni dei quali hanno anche preso il largo verso altre realtà (come Paola Marella, appena passata a Cielo: ndr)”, spiega Araimo. “Adesso siamo passati all’acquisto dei ‘top player’, giocatori che fanno la differenza, perché se vuoi vincere la Champions devi avere Ronaldo”.
Il bomber della nuova stagione di Nove è Maurizio Crozza, annunciato dalla responsabile dei programmi Laura Carafoli alla fine della festa milanese di presentazione dei palinsesti, come ciliegina sulla torta. Ufficialmente il gruppo non dichiara quanto è costato strappare lo showman ligure a Urbano Cairo e nemmeno dove verrà collocato a partire da gennaio. È improbabile però che venga spostato dall’appuntamento abituale del venerdì sera, dove nel prime time con ‘Crozza nel Paese delle meraviglie’ è arrivato anche al 9% di share, e probabilmente gli verrà data anche una striscia quotidiana. “Ha un legame molto stretto col suo pubblico, è un personaggio che polarizza”, dice Araimo. “Per cui da lui ci aspettiamo risultati importanti”.

Gli altri protagonisti di quello che gli uomini di Marinella Soldi chiamano ‘original entertainment’ sono Giancarlo Giannini, Roberto Saviano, Fabio Volo e poi Federico Russo, Gabriele Corsi, Massimiliano Rosolino, Max Giusti, Antonino Cannavacciuolo, Costantino della Gherardesca, Chef Rubio, Pablo Trincia e Valentina Petrini. Una squadra che cercherà di dare un’identità forte spingendo Nove nella corsa tra le altre generaliste, alternative a Rai e Mediaset, oltre l’1% di share per staccare la diretta concorrente Tv8 da cui talvolta è stata superata (nelle serate di Europa League, MotoGp e ‘Italia’s Got Talent’).
Reclutare tanti personaggi è stato possibile grazie al lavoro di Discovery Media, la concessionaria guidata da Giuliano Cipriani, che nel primo semestre dell’anno ha registrato una raccolta pubblicitaria straordinaria, in crescita del 20%, superiore alle pur positive performance degli altri gruppi tivù. A fine anno dovrebbe essere intorno ai 225 milioni di euro. “Tutto questo senza considerare i contatti digitali che amplificano l’audience complessiva su cui Auditel ha intrapreso un percorso inclusivo”, precisa Araimo, che della società di rilevazione degli ascolti è consigliere. Discovery ha oltre 11 milioni di utenti unici sul suo servizio Ott Dplay e più di 5 milioni tra fan e follower sui social media. “Se consideriamo il 9,3% di share sul target commerciale 15-34 anni e il 10% sui millennial 15-35 emerge la forza del nostro gruppo come ecosistema integrato con brand multipiattaforma che diventa la ‘social destination’ perfetta per un pubblico dinamico”.

 

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 473– Luglio 2016
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