12 luglio 2016 | 17:09

Gli editori vogliono e devono gestire il Salone Libro, dovunque esso sia, dice il presidente di Aie, Federico Motta. La manifestazione sia parte di un progetto più ampio per la promozione e lo sviluppo della lettura

“Sono gli editori che vogliono e devono gestire il Salone del Libro, dovunque esso sia. La manifestazione deve far parte di un progetto molto più ampio di sviluppo e promozione della lettura per tutto l’anno”. A dirlo il presidente dell’Aie, Federico Motta, al quale il Consiglio Generale dell’Associazione ha dato mandato di contattare in tempi rapidi il Presidente della Regione Piemonte e il Sindaco della Città di Torino.

“Gli editori vogliono un Salone del Libro che abbia una visione non solo legata alla manifestazione ma ad un sistema di promozioni della lettura ed eventi per tutto l’anno. Una logica di attività di cui diventare responsabili” ha detto Motta, interpellato dall’Ansa.

Federico Motta, presidente Aie (Foto: Olycom)

“Bisogna supportare manifestazioni come il Festivaletteratura di Mantova, Pordenone Legge, Più Libri più Liberi e portare nel sud Italia eventi di promozione del libro e della lettura” ha sottolineato ancora spiegando la posizione dell’Aie sul futuro del Salone, nei giorni in cui si sono rinconorse le ipotesi u un suo spostamento a Milano. E’ questo il “modello o format a cui facciamo riferimento. Gli editori devono diventare i principali protagonisti. Il Salone deve essere un evento nazionale e internazionale, un centro di attrazione di tutto il mondo che ruota intorno al libro. Senz’altro continuerà ad essere una manifestazione aperta al pubblico con più visitatori possibili, ma deve essere anche un momento di confronto, discussione, progettazione di tutto quello che riguarda il mondo editoriale. Dal punto di vista internazionale bisogna sviluppare i momenti legati agli scambi e alla gestione dei diritti”.

L’Aie “vuole avere questo ruolo e adesso verificheremo le migliori condizioni per portare avanti questo modello nel tempo più breve possibile”.

Il Consiglio Generale dell’Associazione Italiana Editori, che si è svolto oggi, ha quindi “dato mandato al Presidente di contattare in tempi rapidi il Presidente della Regione Piemonte e il Sindaco della Città di Torino per verificare le loro proposte sul cambiamento della governance e della gestione sia della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura che del Salone del Libro. Il Consiglio Generale ha dato inoltre parere favorevole a un modello di società per lo sviluppo di manifestazioni fieristiche ed eventi per la promozione del libro a livello nazionale e internazionale”.

Inevitabile un riferimento all’inchiesta della procura di Torino. “Quello che è accaduto questa mattina ci ha lasciato perplessi”, ha aggiunto Motta facendo riferimento all’avviso di garanzia notificato a Maurizio Braccialarghe, ex assessore alla cultura del Comune di Torino, nell’ambito dell’inchiesta sul Salone del Libro sfociata oggi in quattro misure cautelari. Motta ha giustificato l’uscita di Aie dal consiglio di amministrazione della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, “perché non eravamo d’accordo sul modello di gestione. Noi non contavamo più nulla. E’ uno strumento della politica territoriale per le loro attività culturali”.