13 luglio 2016 | 11:42

Arpe lancia Tinaba, l’app di pagamento mobile, gratis e social. Tra le funzionalità soluzioni per il crowdfunding, donazioni e casse comuni per famiglie o gruppi di amici che devono fare un regalo

di Claudio Cazzola - Due anni di lavoro, 60 persone impegnate nel progetto, 30 milioni di euro di investimenti: sono le cifre di Tinaba, l’innovativo sistema mobile di pagamento e trasferimento di denaro, tramite un app per smartphone, a cui sta lavorando il gruppo Sator di Matteo Arpe. Il sistema è già attivo, ma è ancora in fase di sperimentazione; il lancio è previsto per il prossimo autunno, come ha annunciato Arpe presentando l’iniziativa prima alla stampa e poi alla comunità finanziaria, presso la sede milanese di Banca Profilo, partner del progetto, assieme a Mariano Carozzi, ceo di Tinaba srl (società al 100% di Sator Private Equity Fund).

Matteo Arpe (foto Olycom)

“Siamo in fase di test su 500 persone che fanno parte del gruppo Sator; ognuna di loro può invitare altre cinque persone a provare il sistema; tra la fine di settembre e la metà di ottobre l’app sarà disponibile per tutti; e dal marzo 2017 partiremo con l’espansione internazionale del progetto, stipulando alleanze in esclusiva con una banca per ogni Paese”, ha spiegato Arpe.

Tinaba non è una banca – come dice il nome, acronimo di ‘this is not a bank’ – ma non è neanche una semplice applicazione: è un “ecosistema digitale fintech”, come l’ha definito Arpe, che punta a sfruttare il momento magico dei circuiti di pagamento mobili: l’Ise Mobile Payment Index è cresciuto del 181% negli ultimi cinque anni, mentre gli indici bancari tradizionali sono crollati del 60%.

Tinaba ha funzionalità evolute di carattere ‘social’, come il crowdfunding e le casse comuni (la possibilità di condividere una certa somma di denaro in famiglia o tra un gruppo di amici, ad esempio per fare un regalo). E l’app può essere utilizzata anche per iniziative di carattere sociali, come fare beneficienza o partecipare a progetti di solidarietà.

I giornalisti presenti alla conferenza stampa hanno potuto sperimentare in prima persona queste funzioni, trasferendo il denaro (virtuale) messo a disposizione da Tinaba, facendo acquisti presso due punti vendita allestiti nella hall di Banca Profilo, un gelataio e il banco di una libreria, e anche facendo donazioni a un musicista di strada che accompagnava la presentazione con il suo violino.

Ma la caratteristica che distingue più nettamente Tinaba dalle altre iniziative simili lanciate negli ultimi anni – la Satispay di Francesco Dalmasso, la Hype di Banca Sella, la Jiffy della Sia e altre – è la completa gratuità del sistema, sia per l’utente sia per i commercianti. È su questa caratteristica che Arpe punta per garantire una rapida diffusione dell’app, che è la vera garanzia di successo per una iniziativa del genere.

Tre momenti della ‘live experience’ organizzata dal gruppo Sator per la presentazione di Tinaba

Ma dove sta il business per Tinaba se tutto è gratis? “L’esercente non paga nessuna commissione per le transazioni, ma paga per i servizi più evoluti, a valore aggiunto, che arricchiscono il sistema”, ha precisato Arpe. “Ad esempio, se un cliente acquista un libro in libreria e paga usando Tinaba, l’app gli propone altri libro sullo stesso argomento; se il cliente ne aquista uno, Tinaba trattiene una quota”.

Tramite Tinaba, inoltre, Banca Profilo punta a raggiungere nuova fasce di clientela. Scaricando l’app e inserendo il proprio nome l’utente apre automaticamente un conto di monetica presso la banca, che potrà essere poi trasformato in un conto corrente vero e proprio. “A questi nuovi clienti Banca Profilo potrà proporre finanziamenti e investimenti dedicati, compreso il Lombard, finora riservato a una clientela elevata e che entro fine anno renderemo disponibile a tutti”, ha aggiunto Arpe.

Altri caratteristiche innovative dell’app sono la possibilità di effettuare i pagamenti senza andare alla cassa, quando si è in un negozio o in un centro commerciale: il cliente paga dove si trova quando effettua l’acquisto. Questo permette di instaurare un nuovo rapporto tra merchant e consumatore e sviluppare progetti come la consegna a domicilio o il ritiro dopo mezz’ora dei prodotti acquistati tramite Tinaba. “E in una fase successiva penseremo anche all’e-commerce”, promette Arpe.