13 luglio 2016 | 18:00

Salone del Libro: proposta congiunta da comune di Torino e regione Piemonte per affidare ad Aie la gestione delle prossime edizioni. La presidente Milella: si apre una nuova fase, rimetterò il mandato

“Non siamo venuti qui con alcuna pregiudiziale sul dove e non andiamo via con una decisione. Il problema non è dove si fa, ma che tipo di salone si fa, noi abbiamo un progetto e vogliamo capire dove ci siano le condizioni e le risposte migliori per realizzarlo”. A dirlo il presidente dell’Aie Federico Motta al termine dell’incontro con Comune di Torino e Regione Piemonte sul futuro del Salone del Libro. Nei giorni scorsi l’Associazione Italiana Editori era stata al centro di voci e polemiche sulla possibilità di creare una kermesse libraria alternativa al Salone torinese con sede a Milano.

Federico Motta

Federico Motta, presidente Aie (foto Olycom)

“Non siamo abituati a porre condizioni o diktat siamo disponibili a valutare e approfondire quanto ci viene proposto in un contesto in cui abbiamo in mente un progetto preciso che abbia al centro la promozione della lettura ma soprattutto del libro”, ha detto ancora. Interpellato poi sulla Fondazione per il Libro, il presidente Aie ha sottolineato: “a noi interessa il Salone e gestirlo, non la Fondazione che è un problema territoriale”. Per il presidente Aie prima di parlare del luogo del Salone del Libro “bisogna parlare nel merito del progetto di un salone fatto in un determinato modo e in base a quelle che possono essere le prospettive, perché un salone del libro non può essere solo un salone del libro ma uno degli elementi per la promozione del libro in Italia e un salone che abbia anche una grande attenzione ai piccoli editori che sono una parte importante della società”.
Per questo “il dove è un problema puramente di condizioni”, ha ribadito Motta che ha aggiunto: “gli editori sono assoluta allineati su un progetto di una manifestazione fieristica gestita da Aie”. Quanto alle risorse, Motta ha osservato che “manifestazioni di questo tipo sono sempre sostenute da finanziamenti pubblici, dipende da quante risorse il territorio vuole investire in una manifestazione che abbia ricadute sul territorio perché le risorse pubbliche dovrebbero servire a questo e non a foraggiare chi organizza”. Interpellato poi sulle recenti vicende giudiziarie Motta ha osservato che “è un problema delicato che forse porrà una questione di location ma non sta a me dirlo e credo che l’amministrazione di Torino lo abbia ben presente”.

“Durante l’incontro di questa mattina in Comune abbiamo avviato un dialogo positivo e costruttivo con l’Aie. Nei prossimi giorni il Comune di Torino e la Regione Piemonte presenteranno una proposta congiunta per affidare ad Aie la gestione delle prossime edizioni del Salone del Libro, non escludendo che si possano individuare anche ulteriori nuovi spazi espositivi”. Questo il commento del sindaco di Torino, Chiara Appendino e del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. “Abbiamo dato agli uffici legali del Comune e della Regione il mandato di verificare, anche a fronte dei recenti eventi e della vendita del padiglione 5 del Lingotto, la possibilità di disdire il contratto pluriennale di locazione. Domani durante l’assemblea dei soci della Fondazione, le istituzioni proporranno il nome di un presidente che possa avviare questa nuova fase ipotizzata con l’Aie, finalizzata a conservare e rafforzare il Salone del Libro quale patrimonio della Città di Torino e della Regione”.

Al Tg3 Regionale il commento di Giovanna Milella, Presidente della Fondazione che organizza la manifestazione. “Si apre una nuova fase, è bene restituire il mandato”. Milella si è detta “soddisfatta e sollevata. Sono stati raggiunti gli obiettivi. E’ stato un cda straordinario. Abbiamo messo a posto i conti e risparmiato. Inoltre il Salone è andato bene. Niente – ha rimarcato – potrà mettere in ombra quello che è stato fatto”. Milella ha sottolineato il fatto che durante l’assemblea dei soci in programma domani, 14 luglio, “sarà presentato un bilancio in attivo fino al 2018″ e che è stato realizzato un risparmio di un milione di euro. “Questi erano gli obiettivi. Se qualcuno è andato fuori da questi obiettivi, questo non deve coprire questi grandi risultati”. Personalmente – ha concluso – è stata una “bella esperienza. Considero conclusa la missione”, ha concluso.