14 luglio 2016 | 15:58

“Più trasparenza e chiarezza sulle copie digitali multiple faranno crescere questo canale di diffusione”, dice Hearst Italia

Le copie digitali multiple non verranno certificate da Ads prima dell’autunno, e in attesa della messa a punto della nuova metodologia continua la discussione tra gli editori. A intervenire, con un commento che “esprime soddisfazione in merito alle decisioni prese dal  Cda di Ads”, è ora Hearst Italia, il gruppo editoriale di periodici con il più alto numero di copie digitali multiple certificate che su questo sistema di vendite ha costruito un’organica strategia di marketing, come ha spiegato a Prima l’ad Giacomo Moletto.

Lo scorso 8 luglio il Cda di Ads ha deciso di migliorare la metodologia di certificazione di queste copie, che con il nuovo regolamento richiederà “una procedura di login che prevede anche il ricorso a tecniche di sicurezza informatica atte ad escludere sistemi automatici di attivazione”.

Giacomo Moletto

Il Cda di Ads, dice Hearst Italia nel suo commento, “conferma la volontà di offire ai clienti pubblicitari ulteriore trasparenza e chiarezza su un mondo, quello del digital, destinato ad avere sempre più peso in futuro sulla fruizione dei giornali”. Al mercato pubblicitario e all’Ads Hearst Italia aveva garantito l’applicazione di un sistema di controllo sull’effettiva lettura delle copie digitali multiple dei suoi periodici, e ora sottolinea come “l’audit tecnologico non abbia rilevato alcuna carenza rispetto all’attivazione delle copie stesse dichiarate in Ads dall’editore”.

“La temporanea sospensione della colonna vendite digitali multiple sembra un sacrificio necessario a compattare editori e mercato”, conclude la nota. “Hearst è però certa che questo sacrificio porterà a un nuovo regolamento, che porrà le basi per la crescita di un canale diffusionale che addirittura presenta più accurata tracciabilità e verifica della lettura della copia rispetto alla carta”.