15 luglio 2016 | 11:25

L’Espresso abbinato a Repubblica? Il Cdr del settimanale chiede spiegazioni all’editore

Nota del Cdr de L’Espresso del 13.7.2016 – A seguito dell’incontro tra il cdr e i rappresentanti dell’azienda del 4 luglio l’assemblea de “l’Espresso” ha approvato il seguente comunicato: Dal 10 marzo 2016 è in corso una serie di test con la vendita abbinata di “Repubblica” e de “l’Espresso”, a 2 euro in Sardegna, che ha fatto da apripista, e a 2 euro e mezzo in Friuli-Venezia Giulia, in Sicilia, in alcune zone della Puglia e a Modena.

I risultati sono stati sensibilmente diversi da territorio a territorio e altalenanti nel tempo, ma un dato fa riflettere. A giugno la somma delle copie de “l’Espresso” vendute nude in edicola e di quelle vendute in abbinamento con “Repubblica” è risultata superiore del 48 per cento rispetto alle vendite del solo settimanale nudo registrate nei precedenti mesi di gennaio e di febbraio.

Nel colloquio di lunedì 4 luglio l’azienda ha prospettato tre ipotesi: la diffusione da agosto del panino su tutto il territorio nazionale; la prosecuzione del test a macchia di leopardo; il ritiro del piano-panino. Sulla tempistica i rappresentanti dell’azienda si sono tenuti molto sul vago. Al di la di scelte strategiche come il prezzo di vendita del pacchetto, ciò che più interessa all’assemblea dei giornalisti de “l’Espresso” sono le modalità formali e operative con cui dovrebbe realizzarsi questo eventuale abbinamento e le sue procedure di funzionamento.

Come, perché e con quale spirito si è arrivati a questa decisione? Quale profilo si vuole dare al nuovo giornale? Come si pensa di inserirlo nella rosa dei prodotti abbinati al quotidiano nazionale del gruppo? Come sono state immaginate eventuali forme di coordinamento per la fattura delle due testate e in base a quali procedure gerarchiche? Quale mandato ha ricevuto Tommaso Cerno (a cui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro), che dal 28 luglio assumerà la qualifica di direttore responsabile al posto dell’uscente Luigi Vicinanza (a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti)? Nell’incontro del 4 luglio i rappresentanti dell’azienda hanno parlato testualmente di «abbinamento commerciale con testate e direttori indipendenti e autonomi».

Per la redazione di un giornale nato come settimanale e che rischia di veder stravolta la sua fisionomia proprio mentre celebra il suo sessantesimo compleanno, si tratta di affermazioni impegnative, che hanno bisogno di essere ben ancorate alle più solide garanzie. Garanzie sulla cui applicazione il cdr de “l’Espresso” si impegna ad esercitare la vigilanza più stretta. Un’operazione di questa portata e con risvolti così importanti su una testata storica come “l’Espresso” richiede un coinvolgimento pieno dell’organismo sindacale di rappresentanza dell’assemblea dei giornalisti, cui l’azienda non può limitarsi a riconoscere un mero diritto all’informazione preventiva.

Per questo motivo, l’assemblea dà mandato al comitato di redazione a chiedere un incontro urgentissimo con la proprietà, dalla quale si aspetta di ottenere risposte esaustive sui criteri e le strategie editoriali finalizzate a garantire il miglior futuro possibile per “l’Espresso”.