15 luglio 2016 | 11:54

Tagliare i costi, aumentare i ricavi e fare sviluppo. Il piano di Cairo per Rcs. Bonomi: meglio investitori che un editore, le banche ci hanno chiesto di portare capitali

“Non vedo Rcs come un centro di potere ma un’azienda che ha un grosso potenziale inespresso”. Così Urbano Cairo in un’intervista a ‘Repubblica’ nell’ultimo giorno utile per aderire alla sua Ops per Rcs o all’Opa di Bonomi e soci storici.

Urbano Cairo (Foto: Primaonline.it)

“Il mio stile è di scegliere i direttori o i conduttori e dargli fiducia, non voglio interferire con la fattura di giornali o programmi”, assicura Cairo che, qualora la sua offerta dovesse risultare vincente, ha in mente di “tagliare i costi”, “aumentare i ricavi” e “fare sviluppo”.

“Negli ultimi anni mi sembra che gli editori di quotidiani abbiano fatto di tutto per allontanare i lettori dai loro prodotti”, spiega Cairo, “hanno ridotto le pagine, le tirature, introdotto gadget obbligatori, non hanno fatto promozione”. Mentre la gente “vuole giornali di maggiore qualità e pagarli di meno. La carta può recuperare lettori”, ma per farlo, servono “più notizie, più idee”.

Inoltre, Cairo rilancerebbe il Giro d’Italia, “che oggi fattura solo 25 milioni contro 110 del Tour de France” mentre “i ricavi potrebbero aumentare in maniera consistente”, e ‘Sette’: “ha un brand fantastico” ma “vende solo 110 mila copie”, invece “può diventare un magazine di tendenza”.

L’editore di La7 non esclude nemmeno per il futuro l’ipotesi di fusione Cairo-Rcs: “se a un certo punto fosse considerata positiva per entrambe le aziende non vedo il motivo per opporsi”.

Andrea Bonomi (Foto: Olycom)

Diametralmente opposta la visione di Andrea Bonomi, fondatore di Investindustrial, che si è unito a Mediobanca, Della Valle, Pirelli e UnipolSai, e che sempre a ‘Repubblica’ spiega: “meglio essere investitori di lungo periodo che editori che promettono guadagni nel breve”, e aggiunge: “ci è stato domandato dalle banche creditrici, tra gli altri, di portare leadership, indipendenza, serenità e capitali in Rcs. Ma anche un piano realistico e coerente”.

“Rcs ha bisogno di una governance che funzioni, di stabilità finanziaria”, prosegue Bonomi, “di risorse significative e di efficienza nei costi e soprattutto deve concentrarsi sui suoi marchi che sono molto forti. Ciò che assolutamente non serve a Rcs è aumentare la propria esposizione ai segmenti più deboli dei periodici e della tv”.