La cooperativa del Manifesto ritorna proprietaria del giornale. La fine di un incubo, di una spada di Damocle, scrive il direttore Norma Rangeri

“La notizia è semplice, straordinaria, emozionante: siamo tornati padroni del manifesto”. Inizia così l’editoriale con cui Norma Rangeri ha annunciato che la cooperativa del Manifesto è ridiventata proprietaria della testata, dell’archivio e del dominio internet del giornale. “Al cento per cento”, specifica la responsabile del quotidiano romano, sottolineando che sono stati così raggiunti gli obiettivi che la redazione si era prefissata da oltre tre anni: salvare la testata dalla liquidazione coatta e acquistarla.La compravendita è stata conclusa per un importo pari a 900 mila euro più iva. In una campagna di autofinanziamento avviata nei mesi scorsi, i lettori del manifesto hanno contribuito con donazioni per un importo pari a oltre 470 mila euro, mentre i lavoratori del giornale si sono auto-tassati per un importo pari a 120 mila euro più la rinuncia alla quattordicesima. La liquidazione coatta amministrativa della vecchia cooperativa editrice era iniziata nel febbraio del 2012.

Il 1 gennaio 2013 – alla cessazione delle attività decretata dai commissari liquidatori – la grande maggioranza dei giornalisti e poligrafici ha dato vita a una nuova cooperativa, che da allora ha editato il giornale affittando la testata a un canone di 26mila euro al mese “impegnandosi”, come precisato in una nota della redazione, “fin dall’inizio a non perdere un giorno in edicola e a riacquistare gli asset in liquidazione per tornare ‘padroni’, come in passato, di un giornale nazionale indipendente e non-profit autogestito dai lavoratori”.

Rangeri ha ringraziato i lettori per il loro sostegno fondamentale, aggiungendo che ora “possiamo progettare il domani con maggiore serenità”. Anche se i problemi di bilancio rimangono in una situazione difficile nel mercato dei quotidiani.

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