18 luglio 2016 | 18:39

Nessun intervento sulla politica editoriale del Corriere, dice Cairo. Trasformarlo in un tabloid sarebbe folle. In Rcs sarò in prima linea e voglio tutte le deleghe. Non avrei mai venduto i Libri, le radio e la sede

“Ora ciò che voglio fare è avere tutte le deleghe e capire quando esce 1 euro perché esce e come”. A dirlo è Urbano Cairo, arrivando all’assemblea di Cairo Communications che oggi ha deliberato l’aumento di capitale per l’emissione delle azioni necessarie all’offerta di scambio su Rcs, dopo la vittoria dell’Opas per il gruppo editoriale. “E’ stato un risultato molto positivo”, ha commentato Cairo, “al di là delle aspettative più rosee. Non potevo immaginare un risultato migliore. C’era da parte dei fondi una buona predisposizione, ma poi quando c’e’ di mezzo il giudizio del mercato bisogna essere cauti. Sono molto contento”.

Urbano Cairo

“Ora ci aspetta un grande lavoro in azienda”, ha aggiunto ribadendo che lui stesso “sarà in prima linea”. In merito alla cordata sconfitta, Cairo ha spiegato di non aver sentito direttamente Andrea Bonomi, ma di aver parlato con gli altri azionisti di Rcs che vi partecipavano. “Sembrano dei buoni compagni di viaggio”, ha detto. ”In merito alla composizione del cda non abbiamo ancora pensato a nulla. Non abbiamo fatto nessun ragionamento su chi sarà parte del consiglio o presidente”, ha detto Cairo. ”Per scaramanzia non fai mai questo tipo di ragionamenti”. Cairo, nel corso dell’assemblea che ha attribuito al Cda anche una delega di aumento di capitale riservato fino a 70 milioni di euro e approvato la modifica dello statuto con l’introduzione del voto maggiorato, con un peso raddoppiato per quanti abbiano conservato le azioni per almeno 24 mesi, ha spiegato che “il 4 agosto ci sarà il pagamento di chi ha migrato le azioni dell’offerta concorrente. Vedremo il comportamento di questo Cda. Non so quando entreremo nel board, potrebbe essere dopo l’assemblea convocata o anche prima. Parleremo con il presidente del Cda e vedremo se aspettare l’assemblea per la nomina del nuovo Cda oppure se entreremo in un altro modo”.

“Trasformare in tabloid il Corriere della Sera sarebbe la cosa più folle da fare; così come intervenire sulla linea politica editoriale del giornale”, ha detto poi parlando del futuro del quotidiano. “La gente meno si accorge che sono arrivato, meglio è”. “O meglio, se se ne accorge perchè il giornale è più ricco è un bene; ma se lo fa perchè il giornale cambia atteggiamento sarebbe un problema”. “Luciano Fontana è un buon direttore perchè conosce bene il CorSera. Ha fatto tutta la gerarchia all’interno e sta facendo un giornale di buon livello. Certo poi tutto è migliorabile”, ha proseguito ancora, ribadendo quanto già detto sul direttore del quotidiano la scorsa settimana alla presentazione dei palinsesti di La7. “Credo sia importante la presenza di un editore che si confronta dialetticamente con il direttore” anche per dare investimenti”.
Poi un riferimento alla ‘Gazzetta dello sport’. “E’ il giornale sportivo piu’ importante d’Italia. E’ fatto bene ma si può fare meglio con gli investimenti. Faremo grandi investimenti anche li’ e sui periodici”.

“Non intendo integrare La7 con il CorSera. Sono due realtà diverse ma ci possono essere delle sinergie per esempio sull’uso della piattaforma tecnologica del sito per i video di La7 o sulla pubblicità”, ha proseguito.

“Silvio Berlusconi o il gruppo Fininvest non hanno e non hanno avuto, ne’ direttamente ne’ indirettamente, nulla a che vedere con l’offerta lanciata su Rcs”, ha poi detto rispondendo ad un socio nel corso dell’assemblea straordinaria.

Anche se tutte le azioni che hanno aderito all’Opa Imh migrassero alla sua Opas su Rcs alla Cairo Communication resterà liquidità, ha spiegato poi l’editore di La7. ”Non dovremmo neanche toccare il finanziamento concesso da Intesa Sanpaolo”, ha detto. “Dipende da quanti aderiranno all’offerta migrando dall’offerta dei concorrenti alla nostra. Con il 48,8%” il costo per i 25 centesimi in contanti per azione da dare ai soci Rcs “vuol dire poco meno di 65 milioni”. “L’altra offerta ha avuto il 13% di azioni circa portate in adesione. Vediamo di questi 70 milioni di azioni quante saranno portati in adesione, se fossero portate tutte sarebbero 17 milioni di euro. Sarebbe un ammontare complessivo 80,6 milioni se tutte le azioni apportate all’offerta di acquisto migrassero. Questo consentirebbe alla Cairo di avere ancora una parte della cassa che aveva. Avevamo 108,6 milioni di liquidità prima di distribuire il dividendo”.

“Nel caso in cui tutti gli azionisti Rcs che hanno consegnato le azioni all’Opa concorrente migrassero all’Opas, la mia quota scenderebbe al 47,91%. Se nessuno migrasse sarebbe al 52,7%”, ha spiegato Cairo, che oggi detiene il 72,8% del capitale di Cairo Communication. ”Se saremo sotto il 50% posso fare un ‘rab’ per ripristinare il 50%”, ha ribadito parlando dell’ipotesi di diluirsi al di sotto del controllo assoluto della società e di utilizzare quindi un reverse accelerated bookbuilding, un acquisto accelerato delle azioni della società dagli investitori istituzionali.

Sul change of control, la condizione del finanziamento bancario che permette alle banche creditrici di Rcs di chiedere la restituzione del debito in caso del cambio di controllo della società, Cairo ha annunciato la rinuncia di questa clausola tra le condizioni dell’Opas. “Abbiamo avuto l’ok da parte di Banca Intesa a coprire tutti coloro che dissentissero. Però confidiamo che ci sia un ampio consenso. Rinunceremo alla condizione sospensiva relativa al change of control”.

Tornando a parlare delle tempistiche per la convocazione del Cda, Cairo ha detto: “Ho dato la disponibilità a rinunciare alle mie vacanze perché prima si comincia e meglio è. Dopo di che saranno i consiglieri a fare le loro valutazioni”. “L’assemblea la convoca il presidente. Oggi è Maurizio Costa. Chi deve convocare l’assemblea su richiesta di un socio è il presidente. Il socio nel momento in cui avrà il numero di azioni sufficienti per chiedere la convocazione dell’assemblea lo farà”. L’assemblea sul rinnovo del Cda potrebbe essere ad agosto? “Non lo so”, ha risposto. “Stiamo parlando di una cosa che sta divenendo. Venerdì prossimo scatterà il giorno in cui coloro che hanno aderito all’Opa di Bonomi e soci potranno migrare all’Opas. Dopo 5 giorni sapremo quanti sono. Il primo settlement sarà venerdì prossimo. Il 22 luglio cominceremo ad avere il 48,8%. E’ tutto in divenire”. Chiamato in causa sulle dismissioni fatte da Rcs negli ultimi anni, ha spiegato: ”I Libri non li avrei venduti mai, ma proprio mai. Avrei tenuto l’esterna”, la pubblicità con cartellonistica di Igp Decaux. “Le radio le avrei tenute, la sede l’avrei tenuta”.

Sul rapporto tra editore e direttore ha osservato: “Il direttore nelle aziende editoriali che io ho è il signore padrone. L’editore ha un potere, che è quello di cambiare il direttore”. Poi su quello che fa il direttore o il conduttore della trasmissione “l’editore non deve intervenire. Può farlo qualora chiamato. Può dare idee, che non necessariamente vanno accettate. Ci può essere e ci deve essere un confronto, ma alla fine la decisione finale la prendono loro”, i direttori. “Se ci sono tante notizie uno deve dire ‘ho un giornale di x-y pagine, devo stare attento a soddisfare le esigenze dei lettori. Devo cercare di dare sempre tante altre notizie per avere il maggior gradimento possibile”.

“Non c’e’ nessun ipotetico investitore perchè al momento non ci sarà alcun aumento di capitale”, ha aggiunto poi.

- Leggi o scarica il comunicato stampa relativo all’assemblea di Cairo Communication (.pdf), disponibile sul sito Cairocommunication.it