19 luglio 2016 | 12:51

La crisi potrebbe essere occasione di rinascita, dice l’assessore alla cultura della Regione Piemonte, Parigi, parlando del Salone del Libro. Chiamparino: Bray è pronto a rilanciarlo. E’ evento culturale e non una fiera. E gli editori non sono l’Aie

“Oggi stiamo vivendo una fase di crisi, ma potrebbe essere anche il momento della rinascita”. A dirlo l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi, nell’aula del Consiglio regionale dove ha parlato del Salone de Libro su richiesta di Forza Italia e del Movimento 5 Stelle. Dopo avere ricostruito tutta la storia del salone torinese Parigi ha detto, secondo quanto riporta Ansa: ”Andremo avanti fidandoci del dono più prezioso, la nostra capacità di creare nuovi modelli e nuovi percorsi”.

“Abbiamo fatto una proposta all’Aie e capiremo se questa sarà la base per la trattativa”, ha detto ancora, secondo quanto riporta Ansa. ”Credo che ora il nostro compito sia salvaguardare quanto c’è di positivo e avere il coraggio di innovare e cambiare laddove sia necessario”. “C’è stato un tempo diverso, in cui il denaro pubblico sembrava illimitato, in cui il Paese cresceva e si pensava che la politica risolvesse tutto. Si sono costruite cose importanti e a volte si è troppo largheggiato. Ma ora che tutto è cambiato, assumere atteggiamenti esasperati o gridati dà risposta immediata al disagio ma lascia intatti i problemi. Non dobbiamo buttare via il buono ma salvaguardarlo, avendo però anche il coraggio di innovare”, ha concluso.

Sergio Chiamparino, presidente del Piemonte (foto Olycom)

Sulle polemiche sorte attorno al Salone si è poi espresso anche il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, che nel suo intervento, ripreso sempre dall’agenzia Ansa, non ha risparmiato anche delle critiche all’assessore alla cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno. ”Il Salone del Libro di Torino è stato e sarà sempre un evento culturale. Non è mai stato e mai sarà una fiera”. “Spero che questo sia chiaro anche all’assessore milanese Filippo Del Corno. Ho trovato stucchevoli e un po’ sgradevoli le sue affermazioni in una intervista. La disponibilità di Massimo Bray per rilanciare il nostro Salone non è un impegno per fare una Fiera del libro ma per lavorare al rilancio del Salone di Torino”, ha rimarcato Chiamparino, confermando le indiscrezioni di questi ultimi giorni sul coinvolgimento dell’ex ministro dei Beni culturali come nuovo presidente della Fondazione per il Libro. “E’ chiaro – ha detto ancora Chiamparino – che senza editori il Salone sarebbe a rischio, ma non confonderei gli editori con l’Aie. Gli editori sono un mondo più complesso dell’Aie e noi teniamo un dialogo aperto con tutti”. “Faremo ogni sforzo per rendere competitiva la nostra proposta anche dal punto di vista economico. E poiché molto di questo capitolo è anche nelle mani del Comune di Torino, abbiamo un valido motivo per collaborare con quella amministrazione”. “Sono convinto – ha concluso – che potremo aprire una stagione forte del passato, ma innovativa perché il Salone continui ad essere una eccellenza di Torino e del Piemonte”.