20 luglio 2016 | 9:04

Netflix delude le attese dentro e fuori gli Usa. L’analista Saunders: altri fornitori tra cui Amazon sono ugualmente efficaci nel produrre e distribuire film e serie esclusive

(Key4biz)  Netflix delude le attese. Gli abbonamenti alla piattaforma di video streaming, leader nel mondo, cominciano a crescere a rilento, come aveva già anticipato il gruppo stesso nei mesi scorsi.
Netflix che ha scombussolato il tranquillo quadro audiovisivo, spingendo anche i broadcaster più tradizionali a innovare e lanciarsi nei servizi online on-demand, continua a crescere ma non come un tempo.
Il secondo trimestre ha così segnato un rallentamento che ha mandato il titolo giù in Borsa. Intorno a mezzanotte perdeva oltre il 15,09% negli scambi after hours.

Il gruppo ha però escluso che intende lanciarsi nella distribuzione su scala globale di programmi locali per battere la concorrenza.
Netflix menziona l’Italia tra i Paesi (Brasile, India, Messico, Giappone, Colombia, Corea del Sud, Argentina e Spagna) in cui sta lavorando a serie originale nella lingua dello stato di riferimento.
Netflix ha annunciato d’aver totalizzato 83,18 milioni di abbonati a fine giugno, di cui 47,13 milioni negli USA.
In altre parole, Netflix ha registrato 1,68 milioni di abbonati in più, di cui 1,52 milioni fuori dagli USA in più e 160 mila negli USA. I dati sono inferiori alle attese degli analisti, che scommettevano su più di 2 milioni di nuovi abbonati fuori dagli Stati Uniti e 500 mila negli USA.

“Cresciamo, ma non così veloce come vorremmo e come abbiamo fatto” in passato, si legge nella lettera che il vertice ha indirizzato ai propri azionisti.
Ad aprile Netflix aveva già preannunciato che gli abbonamenti avrebbero subito una frenata in questo trimestre dopo l’aumento record di 6,74 milioni del primo trimestre quando aveva annunciato il lancio in 130 nuovi Paesi.
La stima era di 2,5 milioni di abbonati ma i risultati sono stati inferiori alle attese della stessa società.

Perché Netflix rallenta la corsa?

Secondo gli analisti, la delusione si sente in modo particolare negli USA dove ci si aspettava di superare la soglia dei 500 mila abbonamenti in questo trimestre e invece ci si è fermati a 160 mila.
Il management di Netflix ha puntato il dito contro i media che, a loro dire, commentando ad aprile il lancio dei nuovi profili tariffari hanno fatto credere che ci sarebbe stata presto un’impennata dei prezzi.
Netflix afferma inoltre che la performance negativa non era dovuta alla saturazione del mercato, né alla concorrenza rappresentata da altri servizi di video e tv online come Hulu, Amazon o YouTube.

Neil Saunders, presidente della società di ricerca Conlumino

Neil Saunders, presidente della società di ricerca Conlumino

Il parere degli analisti

Neil Saunders, presidente della società di ricerca Conlumino, ha osservato: “I contenuti originali di Netflix aiutano a proteggere il gruppo dalla perdita degli abbonati, ma la verità è che altri fornitori – tra cui Amazon – sono ugualmente efficaci nel produrre e distribuire film e serie esclusive”.
Secondo Saunders, la crescita di Netflix si riprenderà negli USA ma non raggiungerà i livelli del passato.
Per il trimestre appena cominciato, durante il quale il servizio rischia di soffrire della concorrenza delle Olimpiadi, Netflix anticipa un guadagno totale di 2,30 milioni di abbonati, di cui solo 0,30 milioni sul proprio mercato domestico. La brutta sorpresa sugli utenti ha oscurato dei risultati trimestrali globalmente migliori del previsto.
L’utile netto è salito del 55% a 41 milioni di dollari nel secondo trimestre e, l’utile per azione, pari a 9 centesimi contro le attese degli analisti di soli 2 centesimi.
Il fatturato è aumentato del 28% a 2,1 miliardi di dollari.
Netflix conferma che i conti si attesteranno vicino al break-even quest’anno e per poi salire a un profitto materiale nel 2017.
La società è ormai presente in quasi tutto il mondo, a eccezione della Cina dove sta trattando da tempo, ma “il contesto normativo rende difficile la penetrazione del servizio”.

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