20 luglio 2016 | 10:53

Novità per le Accelerated Mobile Pages di Google. Dopo i contenuti editoriali, aumenta la velocità di caricamento per le pubblicità

Novità in arrivo per AMP di Google, il programma open-source che ha l’obiettivo di ottimizzare la navigazione web su dispositivi mobile. Dopo il miglioramento nella fruizione dei contenuti editoriali, che consente di caricare 4 volte più velocemente le pagine, riducendo l’impatto sul consumo del traffico dati, Big G si è concentrata sulle prestazioni delle parti pubblicitarie.

“Aumentare la velocità dei contenuti, tuttavia, non basta. Infatti, per i publisher che monetizzano grazie alla pubblicità, una pubblicità che si carica lentamente rischia di compromettere l’esperienza complessiva”, spiega Google in una nota annunciando le sue due novità per l’adv: AMP for Ads e AMP Landing Pages. La prima permette di creare pubblicità della massima qualità in AMP html, in modo che tutti gli elementi della pagina, sia quelli del publisher che dell’inserzionista, si carichino simultaneamente alla velocità di AMP; la seconda pagine veloci e personalizzabili che gli inserzionisti possono creare per fare in modo che, quando un utente clicca sulla loro pubblicità AMP, l’esperienza ottimizzata continui sulla landing page. (Un approfondimento tecnico su AMP for Ads, scritto da Malte Ubl, Tech Lead di AMP Project, è disponibile su Medium).

Sundar Pichai

Sundar Pichai

Google ha colto l’occasione anche per segnalare i risultati ottenuti dagli editori usando AMP. La case history proposta è quella del Washington Post, che grazie al sistema avrebbe aumentato del 23% gli utenti attivi da mobile.

I dati mostrano che il 44% degli utenti abbandona un sito se le pagine non si caricano entro tre secondi. Tra i principali risultati ottenuti grazie ad AMP si è registrato in media una riduzione di 400 millisecondi nel caricamento delle pagine, un miglioramento dell’88% rispetto al sito web mobile tradizionale, con il 61% dei lettori di pagine in AMP che ritorna su Washington Post entro una settimana – contro il 51% delle pagine web mobile tradizionali.

“Se il nostro sito impiega troppo tempo a caricarsi, a prescindere dall’alto livello giornalistico che offriamo le persone abbandoneranno le pagine prima di poter vedere cosa c’è scritto”, ha spiegato David Merrell, Senior Product Manager, del giornale di Jeff Bezos.