Turchia: chiuse 24 tra tv e radio considerate vicine a Gulen e revocati gli accrediti a 34 giornalisti. Bloccato l’accesso a Wikileaks dopo la pubblicazione di 295mila mail del partito di Erdogan

Messe subito in atto le disposizioni del Rtuk, il Consiglio supremo per la radio e la televisione, che ieri all’unanimità ha approvato la revoca della licenza di trasmissione a radio o televisione ritenuta vicina alla rete di Fethullah Gulen, che Ankara considera essere dietro al fallito colpo di stato. Stando a quanto riportano i siti e le agenzie internazionali, sarebbero almeno 24 le radio e televisioni chiuse a seguito del provvedimento, che, ricordiamo, non citando direttamente nessun media dava alle autorità ampio margine di interpretazione e intervento. Per le stesse ragioni, la direzione generale per l’informazione (Byegm), che dipende dalla Presidenza del Consiglio, avrebbe revocato gli accrediti stampa a 34 giornalisti turchi.

Recep Tayyip Erdoğan (Foto Olycom)

Intanto dalle 22.00 di ieri sera, ora italiana, Wikileaks ha diffuso più di 295mila mail provenienti dai server del Akp, il partito di Erdogan. Una risposta alle epurazioni in corso nel Paese, ha commentato il sito dell’organizzazione fondata da Assange, che ha anche segnalato di aver subito attacchi hacker nei giorni scorsi, dopo aver annunciato la pubblicazione dei documenti, accusando più o meno velatamente le autorità turche. In tutta risposta oggi l’Authority turca delle tlc ha bloccato l’accesso a WikiLeaks: “Dopo accurate analisi tecniche e valutazioni legali – si legge in un comunicato – sono state prese misure amministrative contro questo sito”.

 

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