20 luglio 2016 | 18:30

Innovazione, varietà e reattività i punti fermi della mia direzione di Rai1, dice il direttore di rete Fabiano. Baudo? Una mia scelta, l’innovazione non passa da un solo programma

“Pippo Baudo è una mia scelta, come tutte le scelte della rete. Domenica In è un programma storico e per celebrare i suoi 40 anni mi è sembrato interessante proporlo a chi più di tutti lo ha condotto nella sua storia”. A dirlo il direttore di Rai1, Andrea Fabiano, nel corso dell’audizione in Commissione di Vigilanza. “E’ ovvio che l’innovazione non passa da una singola scelta per un programma che va in onda 90 minuti alla settimana”, ha detto.

“Dire che Rai1 non è innovativa per una singola scelta mi pare ingeneroso. Sono altre le scelte di innovazione. Abbiamo deciso di concentrarci sulle fasce in cui è più importante mettere in campo un importante tasso di novità”. “Il 50% delle serate di fiction sarà nuova. Lo stesso tasso di novità c’è nell’intrattenimento, Rai1 è la casa degli eventi e lo sarà sempre di più. Quando proponiamo eventi la Rai si esalta. Ci sono quattro nuovi programmi di intrattenimento. L’anno scorso abbiamo avuto un solo titolo nuovo (Laura e Paola). Due di questi prodotti sono in seconda serata. Sono strade fondamentali per costruire anche il futuro della prima serata”. “Porteremo su Rai1 in seconda serata da novembre Stefano Bollani con un programma molto pop . Non sarà solo jazz, Bollani è molto versatile. Sarà un nuovo programma”, ha specificato.

Il direttore di Rai 1, Andrea Fabiano (Foto: Olycom)

Fabiano ha citato quelli che ritiene essere i punti fermi della sua direzione. “Il primo è portare contenuti e linguaggi che non si sono mai visti su Rai1, come Cose Nostre, Petrolio, lo spettacolo di Bolle o la prima della Scala. Il secondo è aumentare la varietà dei generi e dei volti presenti sulla rete. Il terzo è la reattività: Rai1 è un canale che deve vivere sintonizzato su quello che succede nel mondo, pronta a demolire quello che ha deciso di fare per seguire quello che accade”.

“Sull’infotainment”, ha spiegato, “penso sia complicato muoversi su linee che tendono a essere troppo vicine, a confondersi. Cercheremo di lavorare per dare un orientamento più sull’informazione, senza rinunciare all’obiettivo di riuscire a essere larghi nel modo in cui si affrontano gli argomenti e raggiungere il pubblico più ampio possibile”.

Fabiano si è poi espresso anche sul tema delle risorse interne: “Io sono una risorsa interna e ho la tendenza genetica a proseguire in questo senso. Giammaria, ad esempio, è un giornalista Rai con cui abbiamo costruito un progetto che verrà rafforzato con speciali in prima serata, portandolo su terreni di linguaggio assolutamente nuovi. Sul fronte dell’informazione è più facile lavorare su risorse interne. Sull’intrattenimento è più difficile. La stragrande maggioranza dei prodotti di Rai1 sono di produzione interna, ma anche se sono di produzione esterna la Rai non è che non fa nulla, è sempre presente”.