21 luglio 2016 | 17:32

Teniamo il Salone del Libro a Torino, chiede un gruppo di editori in una lettera. Tra i firmatari Laterza, Sellerio, Del Vecchio e Lindau

Un gruppo di editori, tra cui Laterza, Sellerio, Del Vecchio e Lindau, ha inviato alla Fondazione per il libro, la musica e la cultura una lettera in cui auspica che il Salone del Libro resti a Torino.

L’iniziativa, promossa, da Add editore vede al momento una quindicina di firmatari, cui altri potrebbero aggiungersi. I firmatari sottolineano come il Salone abbia curato “pari dignità e opportunità alle piccole case editrici come alle medie e alle grandi”.

“Abbiamo appreso con sollievo in questi giorni la forte determinazione di Regione Piemonte, Comune di Torino, Mibact, Miur e Intesa Sanpaolo a proseguire nell’esperienza del Salone del libro”, si legge nel testo firmato. “La fiera torinese è a tutti gli effetti un patrimonio culturale italiano, percepita sempre più anche dagli operatori editoriali stranieri come momento significativo di incontro, confronto e lavoro comune. Nonostante le problematiche ai vertici della gestione negli ultimi due anni, i dati di presenza di pubblico, di editori, di operatori esteri delle ultime edizioni ci parlano di successo e soddisfazione”.

“Si aggiunga lo spazio Incubatore dedicato alle case editrici appena nate, provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno l’opportunità di presentare i loro progetti e di confrontarsi con gli editori di maggiore esperienza. In questo senso – rimarcano gli editori – il Salone del libro di Torino è una delle rare realtà italiane in cui funziona la consultazione dal basso, la partecipazione allargata, l’accoglimento delle istanze di tutti. Il timore maggiore di uno spostamento in altra città della manifestazione sta proprio nel rischio di perdere questo patrimonio di buone pratiche. Un altro aspetto su cui ci interessa porre l’accento è l’occasione che il Salone rappresenta per gli editori italiani di incontrare gli operatori esteri del settore: l’International book forum, forse poco noto al grande pubblico, è di vitale importanza per il benessere dell’editoria italiana, specie della piccola editoria che ha poche risorse per partecipare alle fiere estere e quindi poche occasioni di confronto”.

I firmatari appartengono a Sur, Blu Edizioni e Instar Libri, Edizioni E/O, Fazi Editore, Nutrimenti, Sellerio, Iperborea, Voland, Obarrao edizioni, Del Vecchio Editore, Edizioni Laterza, L’orma editore, Hacca Edizioni, Bao Publishing, Edizioni Lindau.