Il bavaglio di Erdogan colpisce anche i giornalisti stranieri, dice la Fnsi. In Turchia si stanno cancellando democrazia e libertà: gli appelli non bastano più

“La repressione in atto in Turchia nei confronti dei giornalisti, anche stranieri, e la sospensione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo decisa dal presidente Erdogan non può lasciare indifferenti le istituzioni europee, i governi dei Paesi e i cittadini dell’Unione europea”. E’ quanto si legge in una nota della Fnsi. “In Turchia si stanno progressivamente cancellando la democrazia e tutte le libertà fondamentali che ne discendono”, scrive la Federazione, precisando che “il fatto che i protagonisti di questo golpe mascherato siano stati democraticamente eletti non può rappresentare un alibi per gli organismi internazionali”.

Nella foto, da sinistra: Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, e e Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi (foto Assostamparegionali.wordpress.com)

“Non bastano più gli appelli. Bisogna agire perché la cancellazione dei diritti e delle libertà civili, in nome di una normalizzazione che ha sempre più i connotati di un regime autoritario, riguarda tutti. Mentre dai governi dei Paesi europei e degli Stati Uniti si levano timidi appelli al rispetto delle regole dello Stato di diritto, in Turchia continuano le incarcerazioni di magistrati, insegnanti, studenti, militari e, soprattutto, giornalisti e la chiusura di numerose testate considerate sgradite”.

 

Un “tentativo di bavaglio” che sta colpendo anche i giornalisti stranieri presenti nel Paese come sottolinea la nota citando il caso del giornalista italiano, Paolo Brera, di Repubblica, fermato dalla polizia turca “mentre faceva il suo lavoro di cronista” e rilasciato soltanto dopo l’intervento dell’ambasciata italiana. “Tutto questo non è accettabile. Occorre una grande mobilitazione come quella che portò alla grande marcia a Parigi, dopo la strage di Charlie Hebdo”, conclude la federazione ricordando la giornata di mobilitazione a Milano a sostegno dei giornalisti turchi che verrà organizzata con le associazioni internazionale ed europea dei giornalisti, “che hanno già chiesto di essere ricevute dal Consiglio d’Europa”.

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