25 luglio 2016 | 18:50

Sugli stipendi dei dirigenti Rai deve muoversi il governo, dice il presidente della Commissione di Vigilanza. Il dg Campo Dall’Orto trovi una soluzione, replica Orfini (Pd). Maroni: scandaloso. E Anzaldi incalza Fico: chieda di fare chiarezza

“Sul tetto dei 240 mila euro deve muoversi il governo, di cui fanno parte anche gli esponenti del Pd che oggi si lamentano”. Così Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza Rai e deputato Cinque Stelle, in un’intervista al ‘Fatto quotidiano’ difende l’operato dell’organismo parlamentare: “la Vigilanza ha fatto tutto quello che poteva e doveva”.

Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai (Foto: Olycom)

“Nei prossimi giorni – dice il grillino – convocherò in Vigilanza il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, proprio sul piano trasparenza”, ma “sarebbe ingeneroso – aggiunge – caricare tutto sulle spalle dell’attuale direttore generale. Stanno venendo a galla trent’anni di malagestione”.

“Questa battaglia non la lascio a Di Battista e Di Maio”, replica il presidente Pd, Matteo Orfini, in un’intervista a ‘Repubblica’. “Il Partito democratico l’ha fatta cinque anni fa denunciando gli stipendi dei dirigenti Rai e lo scandalo di chi li prendeva non facendo niente. Adesso Campo Dall’Orto ha il dovere di trovare una soluzione al problema”.

Matteo Orfini (foto Olycom)

Matteo Orfini (foto Olycom)

Il presidente dem invita Campo Dall’Orto ad aprire “un tavolo con l’Adrai e con l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti. Ora che le cifre sono pubbliche, li metta con le spalle al muro”. L’ad, aggiunge, ”può lavorare sugli accordi sindacali e allo stesso tempo trovare degli strumenti che pongano fine a questa gigantesca ipocrisia. In Rai ci sono persone che hanno quelle buste paga solo grazie al rapporto incestuoso con la politica”.

“Il direttore generale della Rai Campo dall’Orto dia il buon esempio”, chiede il senatore di Fi e capo dei dipartimenti azzurri Francesco Giro, “invece di dire che ha le mani legate, si riduca subito lo stipendio milionario. Guadagnare quasi 60mila euro al mese è inaccettabile. Persino il suo omologo alla Bbc guadagna molto di meno”.

“Spesso si accusano i politici e gli amministratori locali di prendere troppi soldi e di essere pieni di privilegi, poi si scopre che ci sono delle persone che prendono due-trecentomila euro l’anno magari per non fare nulla. Mi sembra una cosa un po’ scandalosa, visto poi che questi stipendi sono pagati anche dal canone, che sono soldi di tutti”. Lo ha detto il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, commentando questa mattina, in diretta a Radio24, gli stipendi di alcuni dirigenti Rai, recentemente pubblicati dai giornali.

Roberto Maroni (foto Olycom)

Il segretario della Lega, Matteo Salvini pensa “che il futuro della Rai sia una privatizzazione”, che le consenta di “essere messa sul mercato in competizione. Il canone in bolletta è stata la ciliegina su una torta andata a male”.

“Grazie alla Riforma Rai varata dal governo”, precisa il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi “approvata in fretta per dare all’azienda i primi strumenti per imprimere una svolta visibile al proprio operato, la Rai è stata costretta a pubblicare i compensi dei propri dirigenti. Lo prevede l’articolo 2 della Riforma, che ha imposto l’obbligo di pubblicazione del ‘Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale’ con tutti gli stipendi di amministratori e dirigenti”.

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

“C’è voluta una legge ad hoc”, spiega Anzaldi, “perché la Rai, anche di fronte alle insistenze della commissione di Vigilanza negli ultimi anni, si era sempre rifiutata di adempiere a quella che per la tv pubblica avrebbe dovuto essere la condizione minima di trasparenza nei confronti dei cittadini che la finanziano con il canone. Peraltro la commissione di Vigilanza, all’unanimità l’11 novembre 2015, aveva approvato un parere con il quale chiedeva alla Rai di mettere nello Statuto il tetto da 240mila euro”.

“Le prime indiscrezioni”, aggiunge il deputato, “mostrano decine di compensi alla Rai ben oltre il tetto imposto dal governo ai manager pubblici (240mila euro, comunque un signor stipendio), che riguardano anche dirigenti, conduttori e direttori di cui i telespettatori hanno da tempo perso qualsiasi memoria. Persone che si pensava avessero cambiato lavoro, azienda e in alcuni casi anche Paese. Invece la Rai continua a pagarli profumatamente, spesso per stare chiusi in un ufficio senza alcuna mansione. Possibile che di fronte a questi casi la Rai non abbia voluto neanche continuare ad applicare perlomeno il tetto da 240mila euro?”

“Possibile che con decine di professionisti che prendono queste cifre, la Rai continui ad andare avanti con le assunzioni di esterni, i cui compensi, come vediamo, sono ben al di sopra del tetto?”, si chiede Anzaldi. “Peraltro, secondo quanto riportato sulla stampa, ai compensi pubblicati si aggiungerebbero anche ulteriori benefit, parti variabili dello stipendio, carte di credito, abitazioni: questo dato quando verrà pubblicato? E quanto pesa? Se non arriveranno risposte, il governo dovrebbe valutare di verificare se la norma sulla trasparenza sia effettivamente rispettata. Perché non è il presidente della Vigilanza Roberto Fico a chiedere chiarezza su questo?”.