25 luglio 2016 | 18:20

Gli stipendi dei dirigenti sono sotto la soglia di mercato, dice il dg Rai Campo Dall’Orto. La presidente Maggioni: per i direttori lavoro enorme e di responsabilità che va pagato. Dobbiamo essere in grado di spiegare le nostre scelte

Stipendi dei top manager sopra i 200mila euro, ma anche consulenze, appalti, bilanci, investimenti e “tutto quello che accade nella sala del consiglio di amministrazione”. La Rai si prepara alla grande operazione trasparenza che, come da Riforma, al termine del Cda convocato per oggi, 25 luglio,  la renderà una casa di vetro, seconda in Europa solo alla BBC, con molti dati fino a oggi sensibili resi pubblici online.

Nonostante la pioggia di polemiche politiche che ha accompagnato le prime indiscrezioni uscite sulla stampa il 24 luglio, la presidente Maggioni e il dg Campo Dall’Orto si dicono sereni. “Per noi è una giornata molto importante” hanno detto ieri, stando quanto riporta Ansa, spiegando come questa rivoluzione “non sia solo un obbligo, ma un’opportunità”, “parte del servizio pubblico” e “un modo per essere coerenti con il percorso di un paese”. La trasparenza per Campo Dall’Orto “è sorella dell’innovazione”. “Non ci limiteremo al rispetto della norma, vogliamo portare online tutto quello che ci è consentito: abbiamo inserito anche gli stipendi del 2015 e da gennaio ci sarà il Qualitel. Sarà importante vedere l’effetto su un paese che ha bisogno di innovarsi”.

Nella foto, Monica Maggioni e Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Campo Dall’Orto cita anche i dati delle ricerche di mercato. “L’analisi condotta da Korn Ferry – Hay Group”, ha detto “indica che le remunerazioni delle posizioni apicali, ovvero del team che sta intorno a me, stanno il 15% sotto il livello di posizioni analoghe su mercato. Semmai”, ha aggiunto “sono più preoccupato che da domani qualcuno possa essere sedotto da altre proposte e andare a guadagnare di più fuori”, risparmiandosi anche ”tutta la pressione mediatica”. Un’altra indagine interna, riportano dalla Rai, rivela anche che ”dal 2012 a oggi il costo della retribuzione dei dirigenti è sceso del 5%, quello dei dirigenti giornalisti del 6,4%”. Campo Dall’Orto è tornato anche sulla questione del tetto dei 240mila euro di stipendio per i manager pubblici. ”Ogni tanto torna questa cifra dei 240 mila euro”, ha spiegato il dg, “Ma è un tetto superato da tempo” con l’emissione del bond. “Se ci fosse un tetto lo rispetteremmo”.

Sempre il mercato è il motivo per cui, come da norma, non verranno resi noti, invece, gli stipendi delle star. ”La norma tiene fuori i contratti artistici, non per fare uno sconto agli artisti, ma per una questione di competitività in un mercato che li pone al centro. Neanche la BBC, che è arrivata alla trasparenza ben prima di noi, li ha mai pubblicati. E’ un tema sensibile perché legato alla possibilità per terzi” di ingaggiarli. ”Particolarmente sensibile per la Rai perché noi gli artisti li paghiamo meno dei concorrenti”.

Trasparenza per la presidente  Maggioni, “vuol dire responsabilità, perché con i curricula pubblicati si potrà capire chi sono le persone ai vertici e quali capacità hanno”. “Va tenuto conto che sono compensi di direttori che tutti giorni svolgono un lavoro enorme, quotidianamente messi in discussione a fronte di grandissime responsabilità: tutto questo va pagato”, ha detto. “Altrimenti cosa vuol dire, che il servizio pubblico è essere pubblic servant o di serie B? E’ una riflessione da fare. Perchè un conto è evitare eccessi, con scelte tutte motivate, ma non sono sicura che un servizio pubblico così lontano da quel che accade fuori sia la strada giusta per garantire la qualità. Meglio spiegare chi sei, cosa fai e quanto vali”.

“Neppure i supereroi possono cambiare la Rai nel corso di una notte. Ma è importante capire quali percorsi si stanno tracciando”. ”E’ chiaro che la Rai non nasce oggi”, ha spiegato. Ma l’obiettivo primario, ha concluso, ”è che dobbiamo prima di tutto essere in grado di spiegare tutte le nostre scelte”.