25 luglio 2016 | 18:49

Il passaggio sulla trasparenza è un momento di estrema importanza, dice il Cda Rai, ribadendo sostegno ai vertici per la soluzioni ai problemi. Basta strumentalizzazioni

Il Cda della Rai, convinto che ”il passaggio sulla trasparenza è un momento di estrema importanza’, in una nota mentre è in corso, spiega che ”è sensibile all’armonizzazione di posizioni professionali e retributive incongrue ed asimmetriche” che sono emerse dal Piano. Per questo darà ”supporto ai vertici perché si proceda, in tempi ragionevoli, all’individuazione di una soluzione nei casi di figure di dirigenti apicali che non hanno al momento un incarico specifico o corrispondente al proprio livello di retribuzione”.

”Il Consiglio di Amministrazione della Rai “, si legge nella nota emessa mentre il Cda è ancora in corso, “vuole esprimere il proprio profondo convincimento che il passaggio odierno sulla trasparenza è un momento di estrema importanza per la Rai e per il Paese. La trasparenza sarà il dispositivo chiave per la trasformazione sostanziale dell’azienda e per questo si vuole affrontare la sfida con il futuro in una logica costruttiva, di profondo cambiamento, e attraverso una serie di proposte concrete”.

”Come impresa pubblica in fase di profondo rinnovamento e ristrutturazione la Rai è sensibile all’armonizzazione di posizioni professionali e retributive incongrue ed asimmetriche che non sono in linea con la sua nuova missione per il futuro, in cui gli attuali vertici e l’intero CdA sono profondamente impegnati. Il Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale ha fatto emergere alcune problematicità che saranno affrontate in modo adeguato”.

”Il Consiglio conferma il proprio supporto ai vertici perché si proceda, in tempi ragionevoli, all’individuazione di una soluzione nei casi di figure di dirigenti apicali che non hanno al momento un incarico specifico o corrispondente al proprio livello di retribuzione”.

”Questo per evitare il rischio di spreco di risorse aziendali o il persistere di sacche di privilegio ereditate dal lontano passato e non in linea con la sua nuova missione per il futuro in cui i vertici e l’intero CdA sono impegnati. Anche in questa ottica il Consiglio si propone avviare un lavoro comune per giungere ad una proposta di autoregolamentazione etica che preveda una politica retributiva sempre più corretta, flessibile e trasparente nel rapporto tra emolumento e produzione di valore aziendale”.

“Il problema”, continua la nota “è evitare gli sprechi tenendo però presente che Rai è impresa pubblica che opera in un mercato fortemente concorrenziale in cui le retribuzioni delle figure apicali non sono affatto anomale nel raffronto con il mercato, anzi mediamente inferiori e fondamentali per assicurare al servizio pubblico le necessarie professionalità. Tali posizioni rappresentano una frazione minima del monte salari complessivo, e per questo il consiglio respinge strumentalizzazioni improprie ribadendo che Rai, insieme a tutti i suoi lavoratori, svolge un ruolo fondamentale nella complessità della società contemporanea di cui è orgogliosa espressione”.