26 luglio 2016 | 17:10

Salone del libro a Milano? Ha tutte le caratteristiche per essere centro di diffusione della lettura, dice Assolombarda. In Piemonte non ci stanno: costiamo di più, ma siamo meglio

”Milano, metropoli europea dell’innovazione e della creatività, ha tutte le caratteristiche per essere centro di promozione e diffusione di attività legate alla lettura e al libro”. Lo afferma Antonio Calabrò, vicepresidente Assolombarda ad AdnKronos, evidenziando che “è capitale dell’editoria e della comunicazione, è interna ai flussi di produzione della grande cultura popolare e, contemporaneamente, della ricerca di nuovi contenuti e nuovi linguaggi. E ha dimostrato, nel tempo, di sapere costruire virtuose sinergie tra istituzioni pubbliche e attori privati, nei settori delle imprese culturali, della formazione e della promozione di saperi umanistici e scientifici”.

Antonio Calabrò

Antonio Calabrò

”Proprio grazie a queste caratteristiche – osserva – Milano può nutrire la fondata ambizione di essere capofila di una nuova grande iniziativa che riguardi il mondo del libro. Non in campanilistica opposizione con Torino e il suo ‘Salone del libro’, naturalmente. Ma per rilanciare le attività editoriali, la cultura, il piacere del testo, la diffusione del libro, in accordo con la Fiera di Milano e comunque nel contesto di una serie di attività, da BookCity a IoLeggoPerché, che vedono protagonisti le organizzazioni, le imprese egli editori milanesi e che possono raccordarsi con le tante altre iniziative nazionali, pubbliche e private di promozione della lettura,con i festival e con le rassegne letterarie” conclude Calabrò.

“I costi non sono tutto: Torino, con la sua esperienza trentennale, può offrire agli editori molto di più”. Questo l’appello – ripreso da Ansa –  dell’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi, alla vigilia di un Consiglio generale dell’Aie fondamentale per il futuro del Salone del Libro di Torino. Sul tavolo due proposte: quella di Torino, appunto, e quella di realizzare una kermesse completamente nuova a Milano.

“E’ vero, costiamo di più, ma mettiamo a disposizione contributi difficilmente paragonabili”, aggiunge la Parigi confermando le indiscrezioni di stampa relative ai costi delle due kermesse: 600 mila euro per l’affitto del Lingotto, canone dimezzato rispetto al passato, contro i 200 mila euro della Fiera di Rho. “Lo sconto ottenuto da Gl events (società proprietaria del Lingotto, ndr) grazie anche all’interessamento del la Città di Torino – prosegue ancora la Parigi – ci permetterà di diminuire sensibilmente il costo del plateatico.
Mi aspetto che domani prevalga il buonsenso: è assurdo che città come Torino e Milano si facciano la guerra organizzando due manifestazioni dedicate al libro a distanza di una settimana. Ed è altrettanto assurdo che l’Aie, socio fondatore della Fondazione per il libro, possa remare contro la stessa Fondazione pur rimanendone socio”.
L’assessore Parigi ha ricordato che Regione Piemonte e Città di Torino “investono sul Salone del Libro in modo importante: oltre ai 200 mila euro per attività progettuali, c’è infatti il sostegno all’International Book Forum che proprio per questo negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale. E non bisogna dimenticare, inoltre, il sostegno ai piccoli editori – sottolinea – per i quali abbiamo addirittura varato nel 2008 una legge apposita che ci permette di aiutare numerosi loro progetti”.