27 luglio 2016 | 11:08

Ebitda a più 25% per Telecom Italia. L’ad Cattaneo: il miglior trimestre dal 2009. Riviste le stime per il 2016

Per Telecom è il miglior trimestre degli ultimi sette anni, dal 2009, con l’ebitda che torna a crescere, +25,4% a 2.014 milioni nel secondo trimestre e +2,4% a 3.726 milioni nel semestre. L’utile netto si attesta a un miliardo di euro. ”Telecom registra in Italia il miglior trimestre dal 2009 a dimostrazione che le azioni intraprese sinora stanno portando risultati importanti. Siamo quindi nelle condizioni migliori per affrontare la seconda parte dell’anno, che da settembre vedrà ulteriori importanti novità”. Ad annunciarlo l’ad della telco Flavio Cattaneo al termine del cda che il 26 luglio ha approvato la semestrale.

Entrando nel dettaglio, “la performance del segmento domestico nel secondo trimestre 2016 evidenzia già gli effetti positivi del Piano di efficienze che si prevedono consolidati nel corso del secondo semestre 2016 e in prosecuzione per tutto l’arco di Piano 2016-2018″, spiega la nota stampa. In particolare i ricavi sono stati pari a 3,7 miliardi di euro (-1,2%) con ricavi dal segmento mobile pari a 1,26 miliardi di euro (+2%) e ricavi da servizi mobili in crescita dello 0,7% rispetto all’anno precedente; ebitda a 1,7 miliardi di euro (+6,9%). Complessivamente i ricavi del primo semestre 2016 ammontano a 9.096 milioni di euro (-9,9%).

Flavio Cattaneo, ceo Tim (foto Olycom)

“Si torna alla crescita. Ottimi risultati. Una società cresciuta bene”, il commento di Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi e vicepresidente di Telecom al termine del cda. “Sono molto felice della qualità dei conti”.

Riviste le stime sull’ebitda per il 2016: se prima era attesa una stabilizzazione ora “é prevista una crescita organica dell’ebitda domestic ‘low single digit’ (a una cifra)”. Lo ha deciso il cda dopo i conti del trimestre.

Nel 2016 sul perimetro Domestic Telecom prevede “un costante e progressivo miglioramento nella performance operativa combinato con un percorso di progressiva riduzione dell’indebitamento, grazie anche alla conversione del Mandatory Convertible Bond (contrattualmente prevista nel novembre del 2016 per 1,3 miliardi di euro)”.

Tim prosegue nel percorso di trasformazione e transizione da Telco tradizionale a Digital Telco, nel segmento Mobile Domestico, punterà sulla sempre maggiore adozione del 4G e questo permetterà di aumentare l’ARPU; nel segmento Fisso Domestico prevede di ridurre la contrazione del numero di clienti già dal 2016, grazie all’accelerazione nella diffusione della fibra, alla convergenza e al rafforzamento del posizionamento sui servizi con contenuti digitali (Video, Music, Gaming e Publishing).

In Brasile “si pone l’obiettivo di difendere e incrementare la propria market share sui ricavi e di migliorare la redditività grazie ad un importante piano di investimenti”. Il Cda ha inoltre approvato l’avvio del processo di desocietarizzazione e riassetto del comparto IT, mediante fusione per incorporazione della controllata totalitaria Telecom Italia Information Technology nella capogruppo.

Sul fronte della governance e “a supporto del programma di turnaround” è stato costituito un Comitato Strategico, di cui faranno parte il presidente Giuseppe Recchi, l’amministratore delegato Flavio Cattaneo, il vice presidente Arnaud Roy de Puyfontaine e i consiglieri Davide Benello e Laura Cioli.