27 luglio 2016 | 15:24

La Rai valuti un codice di autoregolamentazione per contenere gli stipendi, dice Giacomelli: ridurre la pubblicità non è un tabù

L’extra gettito del canone potrebbe consentire in futuro di fare maggiori ”investimenti” oltre che di ”liberare una parte della pubblicità” dalle reti Rai. ”Non è un tabù, siamo disponibili ad affrontare questo nodo”. Lo dice il vice ministro dello Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, alla presentazione di ‘CambieRai’, la consultazione sul servizio pubblico tenutasi questa mattina alla Camera.

Giacomelli ha rivelato la volontà con ”il sottosegretario Lotti di provare a convocare un tavolo con tutti gli attori per cercare di dare una risposta complessiva e integrata in termini di sistema che salvaguardi ciò che è necessario al servizio pubblico e che sia in grado di dare una risposta equilibrata”.
“CambieRai”, è la prima consultazione pubblica sul servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale svolta in Italia. La consultazione si è proposta di dare per la prima volta la parola ai cittadini sull’idea di servizio pubblico che vorrebbero, in vista della nuova convenzione tra lo Stato e la Rai. Alla consultazione pubblica hanno partecipato 11.188 persone delle quali 9.156 hanno completato e inviato il questionario. (Ansa)

Antonello Giacomelli

Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni

“Se il Parlamento ritiene che vi sia necessità di correggere la norma generale che riguarda le società partecipate, è sufficiente che intervenga con una piccola modifica”: è il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, a sottolinearlo in materia di tetti agli stipendi dei dirigenti Rai che come società partecipata che ha emesso obbligazioni non è tenuta ad osservare il limite dei 240mila euro annui.

Tuttavia Giacomelli avverte che “la legge dà all’amministratore delegato poteri di gestione ma indica il Cda quale organo che fissa le linee guida da seguire anche in materie relative alla gestione del
personale. Prima di riportare un’altra volta il tema della gestione quotidiana a contatto con la politica -spiega- mi piacerebbe che ciascuno si assumesse le proprie responsabilità”.

Interpellato a margine della presentazione della consultazione pubblica indetta sul rinnovo della concessione Rai, sull’ipotesi che la legge di stabilità contenga modifiche in materia, il sottosegretario afferma di ritenere che “legittimamente le forze politiche, anche il Pd, nelle prossime ore faranno conoscere le loro opinioni”. Ciò detto “il presidente del Consiglio valuterà se intervenire su questo tema nell’ambito della legge di stabilità e comunicherà a tempo debito le sue intenzioni”, conclude Giacomelli.

“La nuova concessione a Rai non sarà ripetitiva e banale. Sulla base di queste indicazioni predisporremo il testo della nuova concessione a Rai che sarà molto più forte rispetto a un generico indirizzo, con una relazione diretta tra le risorse e gli obiettivi che la comunità nazionale affida al servizio pubblico e che guarda a una sua trasformazione profonda”. Così il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, ha presentato oggi alla Camera dei deputati i risultati di ”CambieRai”, la prima consultazione pubblica sul servizio pubblico radio-televisivo e multimediale svolta in Italia, disponibili da oggi sul sito www.cambierai.gov.it .

Alla consultazione hanno partecipato oltre 11mila persone delle quali 9.156 hanno completato e inviato il questionario messo a punto in vista del rinnovo della concessione alla Rai per il servizio pubblico
radiotelevisivo.”Alla online survey della Bbc di 19 domande hanno partecipato 7600 persone” ha ricordato Giacomelli.

Le indicazioni emerse disegnano la voglia di un servizio pubblico con ,una dimensione più internazionale, non solo attraverso un canale in lingua inglese che promuova lo stile, la cultura e l’identità italiani, ma anche con produzioni di fiction, cartoon, documentari e format pensati anche per il mercato internazionale. Qualche sorpresa giunge dalle risposte sul canone: se la riforma che ha inserito il canone in bolletta garantisse stabilmente nel tempo più risorse  economiche, queste per circa la metà dei partecipanti al questionario dovrebbero essere utilizzate per ampliare e migliorare l’offerta dei contenuti dei programmi Rai.

Forte accento anche sull’innovazione: dal questionario emerge l’indicazione di un servizio pubblico che sia presente e produca per tutte le piattaforme, che promuova l’innovazione, la nascita di startup dell’audiovisivo e del digitale, e l’alfabetizzazione digitale degli italiani. A caratterizzare i programmi Rai dovrebbe continuare ad essere la cultura che è oggi l’unico contenuto che li differenzia dai programmi delle emittenti private. Più contenuti culturali (teatro, musica, arti visive) accompagnati da un investimento diretto nella produzione artistica è quanto il Servizio Pubblico dovrebbe impegnarsi a fare.

Queste le principali indicazioni uscite dalla consultazione pubblica, prevista dalla legge 220/2015 di riforma della governance Rai e terminata il 30 giugno scorso. Alla presentazione ha partecipato anche Giorgio Alleva, presidente di Istat, che ha curato la consultazione insieme con il Mise, secondo il quale ”i risultati della consultazione riflettono l’opinione di quella parte dei cittadini che volontariamente ha scelto di partecipare e più interessata ai fenomeni di cui si discute e allo steso tempo consentono di individuare tutte le caratteristiche di questa popolazione”. (ADnkronos)