27 luglio 2016 | 18:21

I compensi delle star online modificano la concorrenza, dice il dg Rai Campo Dall’Orto: Rai è tenuta a pubblicare solo i compensi del 2015, ma abbiamo deciso di inserire anche il 2016

“La legge chiedeva di rendere trasparenti solo i dati del 2015, mentre noi abbiamo voluto aggiungere sul sito anche quelli del 2016″. Facendo riferimento alla legge di riforma della governance del 28 dicembre 2015 n.220, lo sottolinea nel corso dell’audizione nella commissione parlamentare di Vigilanza Rai il direttore generale dell’azienda, Antonio Campo Dall’Orto, che evidenzia davanti a senatori e deputati come la trasparenza porti con sé innovazione e come il dibattito pubblico scatenato dalla pubblicazione sul sito della Rai di compensi, curricula e molto altro sia davvero un passaggio importante.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

“Compensi delle star si o no? Domanda legittima, ma io credo che per un’azienda mista e cioè che si muove sia nel servizio pubblico sia raccogliendo pubblicità non è un caso che possa essere un elemento di modifica della concorrenza con gli altri soggetti. Non è un caso che in Inghilterra, dove sono solo finanziati dalla pubblicità, questo elemento non sia stata ancora pubblicato”, ha detto ancora, aggiungendo, inoltre, che il tema “è una giusta parte del dibattito, ma è un dibattito che rimane, per quanto attiene alla mia parte ancorato al tema della creazione di valore”.

“Creazione di valore”, ha spiegato, “che deve ovviamente avere un’attenzione specifica sul modo in cui noi spendiamo i soldi perché siamo un soggetto pubblico”. Insomma, “l’attenzione per esempio sui livelli di stipendi, sul confronto degli stipendi con il mercato sono giusti e doverosi elementi che devono governare l’azione quotidiana”. Ma credo anche che, “sia importante partire dal valore che creano le persone”.

“Con il cda abbiamo preso l’impegno di proporre un piano di autoregolamentazione degli stipendi”, ha detto ancora. “Sul tema dell’autoregolamentazione degli stipendi lavoreremo affinché si possano identificare delle fasce che evitino disparità tra ruolo e compenso. Uno dei temi fondamentali è l’efficienza” oltre che “maggiore flessibilità. Stiamo lavorando per introdurre indennità che possano essere riassorbibili. Incrementeremo l’efficienza, sviluppando e migliorando gli indicatori di performance per i manager”. ”Siamo tutti d’accordo che certe storture vengono dal passato?”, ha aggiunto riferendosi a manager e dipendenti Rai con stipendi sopra i 200 mila euro ma di fatto senza attività nell’azienda. “Quest’anno abbiamo già affrontato 25 posizioni in cui non c’era corresponsione tra ruolo, stipendio e attività. Un’altra decina le risolveremo entro la fine dell’anno. Partiamo dal principio della corretta collocazione, prima vedendo se c’è in posto dove ricollocarle, altrimenti avviandoci a una risoluzione del contratto”.

“Non è che non sono interessato alle polemiche sugli stipendi. Non sono interessato alle storture del dibattito”, ha precisato. “Mi sento gestore della Res Pubblica”. “Sono venuto al pubblico dopo 22 anni di privato. Sto cercando di applicare le stessi logiche” usate in questi anni di lavoro “con in piu’ elementi del pubblico”. Parlando nello specifico del suo compenso, Campo Dall’Orto ha spiegato: ”In tutti i lavori precedenti io ho negoziato il mio stipendio. Per questo incarico ho detto: ‘ditemi voi quant’è’. Mi hanno risposto ‘quanto quello di prima’. E io: ‘va bene’”.

Una nuova audizione di dg e della presidente Rai, segnala l’agenzia Ansa, è prevista anche nel pomeriggio di domani, 28 luglio, a partire dalle 14,30.