27 luglio 2016 | 16:08

AirBnb arruola Rutelli e gli ex sindaci di Houston, Philadelphia e Adelaide per revisionare la policy

(Webitmag) Airbnb comprende molto bene la necessità di avere gli enti locali dalla propria parte per evitare divieti come quelli di Berlino o di Ananheim in California (sede di Disneyland). Per raggiungere questo scopo sta assumendo come consulenti ex sindaci delle principali città del mondo per dialogare con le istituzioni.

La scorsa settimana il portale ha ufficializzato di aver costituito un primo comitato di 4 persone a cui conta di aggiungere presto nuovi membri, in particolare dall’Asia e dall’America Latina.
Il loro scopo sarà quello di revisionare la policy di Airbnb, di fornire il proprio parere su prodotti e iniziative future della startup californiana nonchè dare loro suggerimenti di valore derivanti dalla loro esperienza alla guida di alcune delle più grandi città del mondo.

I primi 4 consulenti sono stati primi cittadini di Houston, Philadelphia, Adelaide e Roma: Annise Parker, Michael Nutter, Stephen Yarwood e Francesco Rutelli.

Proprio Francesco Rutelli era presente alla convention di Airbnb del maggio scorso alla quale aveva partecipato anche il ministro Franceschini sostenendo come il portale di home sharing fosse particolarmente adatto a promuovere il turismo in Italia.

Nell’occasione Rutelli, che probabilmente aveva già iniziato informalmente il suo nuovo incarico, spiegava all’Agi come lui avesse in qualche modo anticipato Airbnb 16 anni fa: “Per il Giubileo del 2000 noi avevamo “inventato” Airbnb ma non funzionò. Mi spiego: poiché credevamo che i prezzi degli alberghi fossero troppo alti con una delibera stabilimmo che ogni famiglia poteva ospitare un’altra famiglia con formula bed & brekafast. Pur essendo molto anticipativa la cosa non funziono perché non c’era internet”

Al lettore attento non sarà sfuggito che nel 2000 eravamo in realtà in piena bolla speculativa di internet e che a mancare semmai era la consapevolezza dello strumento da parte delle istituzioni. Una consapevolezza che è mancata a lungo: solo nel 2007, nel corso della Bit, sarà presentato il portale Italia.it, sempre da Francesco Rutelli, allora ministro per i Beni Culturali del governo Prodi. E sappiamo tutti come è andata a finire.