27 luglio 2016 | 18:30

Giusto mettere tetti alla spesa in Rai, ma non sacrifichiamo al controllo la possibilità di competere sul mercato. La presidente Maggioni: qui la gente si guadagna lo stipendio. Anche quelli alti

“Ho sentito da più parti l’idea che in Rai si aggiri il tetto dei 240 mila euro negli stipendi grazie ad un bond costruito ad hoc. La realtà è che i vertici precedenti hanno deciso di adottarlo perché ha portato un significativo ed enorme risparmio che ha consentito di riportare nelle casse della Rai centinaia di milioni di euro”. A dirlo il presidente di Viale Mazzini, Monica Maggioni, in audizione in commissione di Vigilanza Rai con il dg Campo Dall’Orto. Quanto agli attuali stipendi, aggiunge il presidente, “se oggi abbiamo deciso di strapparci le vesti, nel 2012 saremmo rimasti tutti nudi”, spiegando che i compensi oggi sono meno alti che nel 2012.

Monica Maggioni (foto Olycom)

Secondo Maggioni, “non può essere che certe posizioni apicali siano inamovibili, ma questo non può significare che non possono esserci differenze”. E ancora: “E’ giusto che all’interno del servizio pubblico ci sia un controllo dei tetti di spesa, ma a questo controllo non può essere sacrificata la possibilità di competere sul mercato”, ha precisato.

Il presidente Rai ha lamentato il rischio che tutto il dibattito si schiacci sugli stipendi: “non posso vedere la Rai ridotta a un dibattito che schiaccia tutto sull’andare alla conta”, anche perchè “in azienda c’è un sacco di gente che il suo stipendio se lo guadagna, anche tra quelli con stipendi alti. Il rischio è di prendere la Rai e di seppellirla sotto questo dibattito centrato esclusivamente sulle retribuzioni”.

Il piano per la trasparenza, ha concluso Maggioni, resta “un’operazione estremamente importante” anche perchè vuol dire “essere realmente discontinui su una serie di atteggiamenti e di modalità” del passato. Per il presidente della Rai, è vero, ci sono “molte cose da correggere, e su alcune abbiamo iniziato a lavorare e si era gia’ iniziato a lavorare prima di noi”. Ma e’ un percorso “non ancora arrivato a conclusione”.

Una nuova audizione di dg e della presidente Rai, segnala l’agenzia Ansa, è prevista anche nel pomeriggio di domani, 28 luglio, a partire dalle 14,30.