28 luglio 2016 | 17:16

Botta e risposta Brunetta-Campo Dall’Orto in Vigilanza. Il dg Rai: i contratti di natura artistica sono esclusi dalla trasparenza dei dati. Il deputato azzurro: non è vero

Botta e risposta Brunetta-Campo Dall’Orto in commissione di Vigilanza. “I contratti di natura artistica sono esclusi” dalla norma che prevede la trasparenza dei dati per le aziende pubbliche, ha dichiarato il dg Rai durante lo spazio dedicato dalla Vigilanza Rai alla sua replica. “Non è vero che sono esclusi. La norma prevede anche i compensi di natura artistica. E’ stata solo una interpretazione della Rai che li ha esclusi”, ha tuonato il presidente dei deputati di Forza Italia.

“Brunetta come sa non posso spegnerle il microfono da qui, ma adesso lei non può prendere la parola. Questo è lo spazio della replica”, lo ha bacchettato il presidente della Vigilanza Roberto Fico, aggiungendo tra il serio e il faceto: “dobbiamo trovare un modo per chiudere i microfoni da qui”.

Prima del siparietto, riferisce l’Adnkronos, il dg, più in generale, è tornato sul tema della trasparenza dei dati: “mi fa piacere comunque che Brunetta abbia apprezzato che non abbiamo cercato strade alternative, ma abbiamo invece deciso di andare dritti al punto pubblicando sul sito della Rai gli stipendi, i curricula e tutto il resto. Ci tengo a sottolineare che non ci siamo fermati alla lettera ma abbiamo pubblicato già oggi più di dati di quelli che avremmo dovuto pubblicare perché pensavamo fosse giusto. E andremo a pubblicarne ancora di più perché, passata l’onda emotiva, sapere è utile. E, mano a mano che altre aziende pubblicheranno i dati, questo diventerà un parametro per misurare i comportamenti”.

“La pubblica amministrazione – prosegue il dg Rai – lo ha fatto, le aziende si stanno attrezzando, e come azienda, noi siamo gli unici. Possiamo via via fare di più e lo vedrete nel tempo. Io, stimolato a pensare cosa mettere nel piano trasparenza, sto ragionando per esempio sull’ipotesi di inserire tutti i piani editoriali della fiction e i modi che usiamo per filtrare i progetti. Perché non farlo sapere? E’ chiaro che dobbiamo ancora strutturarci a questo fine per essere in grado di aggiornarci costantemente, ma la mia visione di servizio pubblico è quella che prevede di offrire il maggior numero di informazioni in modo tale da dare la possibilità alle persone di fare le domande e avere anche la possibilità di rispondere in modo continuo a tali domande. E’ un modello che esiste già all’estero. Non sto inventando nulla. ma è vero che ci sono degli ambiti, come i contratti di natura artistica, che sono espressamente esclusi”.