28 luglio 2016 | 18:18

Irricevibile perchè incompatibile con il contratto già firmato. Mediaset respinge al mittente la proposta alternativa di Vivendi. Ipotesi di causa anche penale contro la media company francese

Il Consiglio di amministrazione di Mediaset ha deliberato di respingere la proposta alternativa di Vivendi giudicata irricevibile perché incompatibile con il contratto vincolante già firmato. E’ quanto si legge in una nota diffusa dalla società dopo la riunione del board, in occasione della quale si è discusso anche delle “recenti vicende sfociate nelle violazioni contrattuali del Gruppo Vivendi”.

Pier Silvio Berlusconi (foto Olycom)

Agli amministratori, specifica la nota, anche il mandato di “adottare tutte le opportune azioni finalizzate a ottenere l’adempimento del contratto da parte di Vivendi e, in caso di inerzia di quest’ultima, di agire in sede civile ed eventualmente anche penale a tutela degli interessi della società”. Di fatto Mediaset concede tempo a Vivendi per onorare il contratto senza dare un ultimatum, anche se fonti vicine al dossier indicano in una settimana-dieci giorni il tempo prevedibile prima che il Biscione proceda con le cause legali, scegliendo contemporaneamente di ‘riconsolidare’ da subito Premium nel bilancio della capogruppo. “A seguito all’interruzione del processo di vendita di Premium e al conseguente venir meno dell’elevata probabilità di realizzare l’operazione entro dodici mesi, il contributo ai risultati consolidati di tale società viene ricompreso – afferma Mediaset nel comunicato sui dati – nella presente relazione semestrale tra le ‘attività in funzionamento’ in continuità con i bilanci intermedi e il bilancio annuale del 2015. I risultati di tali attività nel Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo erano stati invece esposti separatamente, in quanto sulla base degli accordi vincolanti sottoscritti tra Mediaset e Vivendi in data 8 Aprile 2016, e tali attività risultavano classificabili come ‘attività destinate alla vendita’”.

Cosa ha condotto Vivendi a cambiare idea sull’asset di Mediaset? Secondo l’Adnkronos, stando a quanto riferito dal ceo della società Arnaud de Puyfontaine che aveva firmato la comunicazione inviata a Cologno, il tutto nasce “dalle significative differenze emerse durante le analisi effettuate sull’emittente a pagamento del gruppo, per la quale sono in corso le trattative”.

Il contratto per la vendita di Mediaset Premium a Vivendi “è ancora valido e vincolante: faremo di tutto per rendere operativo questo contratto, non c’è un ‘piano B’, quando si firma si firma”, ha detto agli analisti il direttore finanziario di Mediaset, Marco Giordani. “Comunque non abbandoneremo di certo la società e per settembre daremo le ‘guidance’” sulla sua attività”.

Mediaset sull’analisi dei risultati di Premium aveva precisato che essa era avvenuta “prima della firma, come accade prima di ogni assunzione di impegni”.

Il riferimento di Vivendi, invece, sembra al rosso dei conti di Premium, di 85 milioni di euro nel 2015 e di 63 milioni nel primo trimestre, tali da appesantire i conti di tutto il gruppo italiano che ha chiuso il primo trimestre 2016 con un rosso di 18 milioni a livello di risultato netto mentre un anno fa riportava un utile di 600mila euro. Senza Premium, il gruppo avrebbe riportato un utile netto di 38,6 milioni.

Intanto, Mediaset chiude i primi sei mesi dell’anno con una perdita di 27,8 milioni di euro rispetto ai 24,2 milioni di euro registrato nello stesso periodo del 2015. I ricavi netti, spiega una nota, si attestano a 1.870,6 milioni di euro rispetto ai 1.721,1 milioni del primo semestre 2015. In Italia, i ricavi hanno raggiunto i 1.349,7 milioni di euro rispetto ai 1.243,7 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. In Spagna i 521,6 milioni di euro rispetto ai 478,5 milioni del 2015.

Positivo in entrambi i Paesi l’andamento della raccolta pubblicitaria. In Italia, i ricavi pubblicitari televisivi lordi hanno raggiunto i 1.048,8 milioni di euro rispetto ai 1.011 milioni di euro dei primi sei mesi 2015 (+3,7%). L’andamento della raccolta, si legge in una nota, “è stato decisamente sostenuto nel secondo trimestre registrando un aumento pari al 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2015″. In Spagna i ricavi pubblicitari televisivi lordi si sono attestati a 508,0 milioni di euro rispetto ai 473,2 milioni dell’esercizio precedente (+7,3%).

L’Ebit di gruppo è pari a 97,3 milioni di euro rispetto ai 137 milioni del precedente esercizio. In Italia l’Ebit è pari a -52,8 milioni di euro rispetto ai 26,5 milioni del 2015. In Spagna il dato cresce a 150,1 milioni di euro rispetto ai 111 milioni. Nel secondo trimestre 2016 sono stati sostenuti esborsi di cassa una tantum derivanti unicamente dalla firma del contratto con Vivendi, precisa la nota del Biscione, pari a 34,6 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto è passato dagli 859,4 milioni di euro del 31 dicembre 2015 ai 959,1 milioni di euro del 30 giugno 2016.

In Italia, Mediaset ha l 33,7% di share nelle 24 ore sul pubblico 15-64 anni. Canale 5 è la rete italiana più vista nel target commerciale sia in prima serata (16,8%) sia nelle 24 ore (16,5%). In Spagna, le reti televisive Mediaset España nelle 24 ore hanno il 30,5%
di share. Telecinco è la rete spagnola più vista nel totale giornata con il 14,6%.