29 luglio 2016 | 15:44

Il voltafaccia di Bollorè segno di una finanza malata. Capitalismo cannibalesco che mangia la ricchezza altrui, scrive Marina Berlusconi al ‘Corriere’. Noi lontani da queste logiche

“Sappiamo perfettamente che il mondo degli affari ha le sue dure regole, che la legge del mercato può essere spietata. Ma sempre di regole e di leggi si tratta. Tutt’altra cosa è il capitalismo cannibalesco” che “prospera grazie alla distruzione di ricchezza altrui, costruisce il proprio successo sull’altrui rovina. È come una metastasi che si nutre della parte sana del corpo”. Usa termini molto duri la presidente di Mediaset, Marina Berlusconi, parlando, in un duro intervento sul Corriere della Sera, di quello che definisce “incredibile voltafaccia di Vincent Bolloré e di Vivendi”, “una vicenda a tal punto grave, che risulta difficile se non impossibile ricordare precedenti analoghi”.

Marina Berlusconi (foto Olycom)

Marina Berlusconi (foto Olycom)

“Quando fa il suo mestiere, la finanza è un supporto prezioso”, scrive contrapponendo i risultati e i modi di operare della “finanza malata”, che “segue altre logiche”, quella “dei raider, abituati a scalare società per prosciugarne le casse, a lanciarsi in spericolate speculazioni dove il denaro è virtuale ma i guasti terribilmente reali”. “Da queste logiche la mia famiglia ha sempre voluto restare rigorosamente lontana”, scrive ricordando gli ultimi investimenti fatti dalle società del gruppo, dall’acquisto di Rcs Libri, agli investimenti nelle radio e nel web con i portali di Banzai.

“Noi siamo imprenditori. Ed essere imprenditori significa alcune cose ben precise”: “rispettare le regole, attenersi alle norme. Ma significa anche non venir mai meno a quella che è, e se qualcuno trova il tutto retorico ce ne dovremo fare una ragione, l’etica di un sistema economico sano e del mercato”. “Nel nostro gruppo non è mai stato concepito un progetto che non avesse motivazioni e finalità industriali”.

Le tensioni tra i due gruppi hanno avuto ripercussioni anche sulla stampa d’Oltralpe. “Siamo molto sorpresi da questo comportamento inabituale”, è stato il commento del direttore finanziario di Mediaset e presidente di Mediaset Premium, Marco Giordani, raccolto da ‘Les Echos’. “Non è concepibile tra due partner che hanno la reputazione dei nostri due gruppi”.

“Vivendi non è stata costretta, poteva aspettare o non firmare il contratto”, dice. “Ora deve rispettarlo, altrimenti il ricorso alla giustizia è inevitabile”. I conti di Premium, assicura, “nel primo semestre 2016 sono anche migliori di quanto inizialmente approvato nelle previsioni del consiglio d’amministrazione”, quindi non possono essere “un motivo valido” per questo passo indietro, spiega.

Un passo indietro che, ribadisce Giordani, rimette in discussione l’intera collaborazione con Vivendi. “E’ difficile parlare con delle persone che non rispettano i contratti. La fiducia è a zero. Farei fatica a firmarne un altro d’ora in avanti, non sapendo se manterranno la parola”. Il manager respinge poi l’idea che il problema sia il fatto che un soggetto francese possa essere a capo del primo gruppo mediatico privato italiano, “Dal punto di vista normativo non c’è nessun problema. La Francia e l’Italia sono due Paesi membri dell’Unione europea. Anche un italiano potrebbe essere a capo del primo gruppo mediatico privato francese”.