Protagonisti del mese

02 agosto 2016 | 9:53

“Mannaggia, per pochi mesi…”

Ha pensato Laura Donnini, ex amministratore delegato di Rcs Libri, quando ha sentito Urbano Cairo dire che lui i libri non li avrebbe venduti. Ma nessun rimpianto, perché Donnini sta valutando nuove esperienze al di fuori del mondo dell’editoria

Chiamatele sliding doors, chiamateli scherzi del destino, chiamateli come vi pare, ma nella vita professionale a volte ci sono momenti in cui un piccolo sfasamento dei tempi può giocare un tiro mancino. In fondo è quello che è successo a Laura Donnini, amministratore delegato di Rcs Libri dall’aprile 2013 al 14 aprile di quest’anno, data del closing dell’acquisizione di Rcs Libri da parte della Mondadori.
Toscana di Follonica, laurea­ta in economia e commercio a Firenze, sposata e madre di due figli oggi di 20 e 18 anni, oltre tredici anni di carriera nel mondo del largo consumo e quindici nel mondo dell’editoria, Donnini è una donna tosta, poco incline a rimuginare sul passato e molto proiettata nel futuro. Ma quando ha sentito Urbano Cairo, fresco azionista di maggioranza di Rcs MediaGroup, dire che no, lui i libri non li avrebbe venduti, un’ombra di rimpianto deve averla provata. “Ho pensato: mannaggia, per pochi mesi… Comunque rimpianto no, piuttosto rammarico”, ammette. “In questi tre anni in Rcs Libri è stato fatto un lavoro importante, ma era solo avviato, non certo concluso”. Negli ultimi mesi, su richiesta dell’amministratore delegato della Mondadori, Ernesto Mauri, Donnini ha collaborato con i nuovi vertici di Mondadori Libri per avviare l’integrazione dei marchi di Rcs nella nuova realtà editoriale. Compito che ha terminato a fine luglio, chiudendo così definitivamente la sua esperienza nel gruppo di Via Rizzoli.

Laura Donnini

Prima – Che bilancio fa dei suoi tre anni da amministratore delegato di Rcs Libri?
Laura Donnini – In Rcs Libri mi hanno chiamata perché volevano un manager in grado di guidare la trasformazione del business da un modello tradizionale a un modello più moderno, fatto di progetti a forte tasso d’innovazione sia in campo editoriale sia nel retail. I due pilastri della nostra attività sono stati la ricerca della massima qualità editoriale e contemporaneamente la capacità di mettere in connessione autori e lettori valorizzando tutti i punti di contatto offerti dal digitale e dai social media. Credo di aver portato a termine questo compito con successo. Resta l’amarezza di vedere un lavoro incompiuto perché lo sviluppo di Rizzoli sarebbe dovuto passare attraverso una visione più coraggiosa basata su investimenti in acquisizioni e partnership strategiche, che sono stati limitati dalla situazione debitoria della capogruppo.

Prima – In concreto quali sono stati i progetti e i risultati più importanti?
L. Donnini – Sono stati significativamente messi a posto i conti, raddoppiato l’ebitda, aumentate le quote di mercato, vendute alcune attività non core e avviati programmi di efficienza nelle redazioni e nella distribuzione. In campo editoriale abbiamo realizzato progetti importanti come lo sviluppo di Fabbri, dei tascabili Vintage e, nella scolastica, il lancio di una piattaforma innovativa come Mystudio per la didattica digitale. Abbiamo rivisto i processi e l’organizzazione in tutte le aree in un’ottica più moderna; introdotto una strategia di comunicazione ai lettori attraverso le piattaforme digitali e mettendo in connessione librerie, e-commerce e sito. Poi, cosa di cui vado molto fiera, sono state interamente rifatte e rilanciate le due librerie di proprietà, a Milano e a New York, che oggi sono tornate a essere un punto di riferimento per bellezza e servizio ai lettori. I primi due anni sono stati esaltanti, sia perché ho avuto grande autonomia decisionale in tutti gli ambiti, sia perché ho potuto formare una squadra di talenti valorizzando molte risorse interne, in particolare donne. E sono contenta di aver concluso il mio lavoro in Rcs Libri con la vittoria al Premio Strega di Edoardo Albinati con ‘La scuola cattolica’, pubblicato da Rizzoli.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 474 – Agosto 2016

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