02 agosto 2016 | 17:26

Le nomine e le poltrone contano più del piano per l’informazione Rai, scrive l’UsigRai. Disatteso l’impegno a procedure pubbliche e trasparenti per la scelta dei direttori

“Il Direttore generale aveva annunciato in pompa magna: prima il progetto, dopo le nomine. E solo pochi giorni fa aveva detto che non era il momento di intervenire sulle direzioni. Se i nomi sono già noti e i curricula già presentati, evidentemente il Dg smentisce se stesso: contano i nomi, contano le poltrone, il piano può arrivare dopo. A meno che non si voglia spacciare per un progetto serio e compiuto una passerella di poche ore in CdA e in Vigilanza”. A dichiararlo l’esecutivo Usigrai, a proposito delle voci sugli imminenti cambi alla direzione di alcune testate Rai, principalmente Tg2 e Tg3, ma anche Radio1 Rai e Rai Parlamento.

Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai

Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai

“Ricordiamo che la legge afferma che le linee editoriali, i piani e le direttive sono definite, formulate e adottate dal CdA, che però ad oggi non conosce neanche i contenuti di un presunto piano che dovrebbe però approvare in poche ore”, scrive ancora il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico. “Così come ricordiamo che il piano 15 dicembre fu discusso per mesi, anche in Vigilanza, con tanto di audizioni”.

“Perché oggi si accetta una passerella? L’Usigrai invece resta coerente: come ieri chiedemmo e pretendemmo il confronto, non vediamo motivo oggi per non chiedere lo stesso confronto, anche contrattualmente dovuto! Infine Dg e Presidente spieghino alla Vigilanza perché hanno disatteso l’impegno a procedure pubbliche e trasparenti per la nomina dei direttori, previsto al punto 15 del parere approvato a febbraio 2015 all’unanimità dalla Vigilanza stessa”.

Sul tema nel pomeriggio si è espresso anche il Codacons che ha richiesto una selezione sulla base di un concorso pubblico, definendosi pronto ad impugnare al Tar del Lazio le nomine che verranno decise nelle prossime ore.

“La Rai è un ente privato che tuttavia svolge un servizio pubblico”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi. “Questo significa che, in base all’articolo 97 della Costituzione Italiana, secondo cui agli impieghi pubblici si accede attraverso concorso, i direttori delle reti e dei tg non possono essere scelti dalla politica, ma devono essere individuati attraverso una selezione pubblica”.

“Gli utenti sono stanchi di assistere al solito balletto delle lottizzazioni Rai e a poltrone assegnate con criteri clientelari, e pretendono scelte che premino il merito. Per tale motivo il Codacons non accetterà alcuna nomina che non sia preceduta da una valida, imparziale e obiettiva selezione, e impugnerà al Tar del Lazio qualsiasi decisione che assegni la direzione dei tg senza tenere conto di questi requisiti”.