02 agosto 2016 | 18:33

L’ex ministro Bray nuovo presidente della Fondazione che organizza il Salone del Libro di Torino. Chiamparino: la sfida è iniziata. Il sindaco di Milano, Sala: procediamo nella costruzione del nostro progetto

L’ex ministro della Cultura, Massimo Bray, è il nuovo presidente della Fondazione per il Libro, l’ente promotore del Salone Internazionale del Libro di Torino. Lo ha deciso il Consiglio di Indirizzo dell’ente riunitosi oggi pomeriggio nel Palazzo della Regione Piemonte. “Sono onorato. Mi ha colpito l’ampio progetto culturale e ho dato la mia disponibilità a completare il disegno di questo Salone”, le prime parole di Bray, riprese dalle agenzie. Il direttore della Fondazione verrà scelto in modo congiunto da presidente e soci.

Massimo Bray (foto Olycom)

Massimo Bray (foto Olycom)

“La sfida è iniziata”, ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, a proposito dell’annunciata intenzione dell’Aie – l’Associazione italiana degli editori – di organizzare un nuovo Salone del Libro a Milano. “La Fondazione era ed è attiva e stiamo lavorando. Il 23 agosto ci ritroviamo tutti qui per lavorare sulla bozza del nuovo Statuto e ragionare su una rosa di nomi tra cui scegliere il direttore artistico e il amministrativo, che saranno due figure diverse”.

“Le date del Salone sono quelle annunciate”, ha aggiunto la sindaca di Torino, Chiara Appendino. “Noi proseguiamo con le date prescelte – ha confermato Chiamparino . Certo che non avrebbe senso che Torino e Milano si svolgessero nello stesso periodo”. Annuncia “molte collaborazioni con editori di qualità”, l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi. “In questi giorni abbiamo registrato la solidarietà di molti editori – ha aggiunto al riguardo – e un altro tema da affrontare sarà quello degli editori indipendenti”.

Sul fronte milanese, dopo l’incontro di ieri con i vertici Aie e Fiera Milano, ha parlato oggi il sindaco Sala. “Ci rivedremo a fine mese con gli editori e con Fiera”, ha detto. “Noi procederemo nella costruzione del nostro progetto che non può rinchiudersi in quello che succederà in Fiera a Rho, ma deve essere qualcosa che, da un lato, si allarga alla città, e dall’altro trova coerenza con Bookcity”.

“C’è bisogno di lavorarci e i confronti li faremo quando avremo un progetto”, ha continuato. “A oggi c’è, comunque, il lavoro fatto da Fiera e mi pare che gli editori si siano espressi sulla volontà di venire a Milano”. Su questo “sono stato abbastanza prudente per evitate tensioni nei rapporti con Torino, ma, stante la situazione, non posso che collaborare per far sì che l’evento funzioni e coinvolga tutta la città”, ha concluso.