03 agosto 2016 | 17:51

Per la prima volta dal 2012, i conti di Rcs tornano in utile nel secondo trimestre di quest’anno. L’ad Cioli: abbiamo stabilizzato la situazione finanziaria e avviato il rilancio

Il gruppo Rcs torna in utile nel secondo trimestre del 2016, chiuso con un risultato positivo dopo 14 trimestri negativi. Nel periodo l’utile netto è di 19,9 milioni di euro, contro un rosso di 60,2 milioni nel 2015. I ricavi sono scesi dell’1,9% a 284,3 milioni. Il risultato operativo passa da -29,9 a +23,8 milioni. Il primo semestre si chiude così con un risultato negativo ridotto a 2,1 milioni di euro, contro i 95,4 milioni di perdita del 2015. I ricavi consolidati sono scesi del 2,9% a 504,1 milioni, il Mol passa da 11,7 a 40,2 milioni, il risultato operativo da -60,8 a +6,3 milioni. L’indebitamento netto scende a 422,4 milioni di euro, contro i 486,7 di fine 2015 e i 526 milioni di giugno 2015. Escludendo gli oneri non ricorrenti relativi all’Opas e all’Ops, pari a 4,2 milioni, il risultato netto supera i 24 milioni.

Secondo quanto si apprende dalla nota del Cda, escludendo dal confronto gli effetti dovuti alle attività cessate, tra cui Gazzetta Tv e le attività cinesi di Verticali Infanzia, nonché il diverso piano editoriale dei collaterali (senza effetto sul margine), i ricavi presentano un incremento di 1 milione; l’Ebitda ante oneri è cresciuto del 60% a 43,6 milioni, superando l’incremento atteso per l’intero 2016, mentre l’Ebitda post oneri ha incassato un progresso dell’82% a 37,6 milioni. L’azione di riduzione dei costi ha generato benefici per oltre 21 milioni di euro nel secondo trimestre, che – sommati a quelli del primo trimestre – portano le efficienze a circa 35 milioni.

Laura Cioli, amministratore delegato di Rcs

“Sono orgogliosa del grande lavoro fatto in questi mesi grazie alla passione e l’impegno di tutti i colleghi”, il commento dell’ad del gruppo editoriale Laura Cioli. “Abbiamo stabilizzato la situazione finanziaria e patrimoniale della Società, avviato il rilancio strategico di questo storico gruppo editoriale, incrementato la redditività dal 2% all’8% nel solo primo semestre e chiuso il secondo trimestre in utile, per la prima volta dal 2012″.

Rcs, sulla base di quanto già realizzato e degli effetti delle azioni già implementate, ritiene ragionevole di riuscire a raggiungere già nel primo anno di piano l’obiettivo di saving di 60 milioni previsto per fine 2018. I risultati realizzati nel primo semestre di esecuzione del Piano, continua la nota, evidenziando un andamento migliore delle attese, confermano la raggiungibilità degli obiettivi previsti per il 2016 nell’ambito del piano.

L’Ebitda ante oneri e proventi non ricorrenti pari a 40,2 milioni evidenzia un miglioramento nel primo semestre 2016 rispetto al pari periodo del 2015 pari all’incremento atteso dal Gruppo RCS per l’intero primo anno del Piano Industriale 2016-2018. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie al forte impegno sulla riduzione dei costi. L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2016 si attesta a 422 milioni (526,3 milioni al 30 giugno 2015, 487 milioni al 31 dicembre 2015), evidenziando un miglioramento rispetto alle previsioni del Piano Industriale 2016-2018 per il primo semestre 2016.

Oltre ai conti semestrali, all’esame del board anche le richieste di Urbano Cairo, nuovo azionista di riferimento del gruppo con quasi il 60% del capitale. Dopo il successo della sua offerta pubblica di acquisto e scambio, l’editore ha chiesto la convocazione dell’assemblea dei soci nella settimana del 12 settembre per la revoca dell’attuale cda e la nomina di un nuovo board, che sarà guidato dallo stesso Cairo. Tuttavia, se oggi si dimetteranno almeno quattro consiglieri di Rcs (e un quinto rinunciasse all’incarico con effetto dal giorno dell’assemblea), Cairo e i suoi uomini potrebbero essere cooptati già oggi in cda per poi essere solo confermati dall’assemblea.

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