08 agosto 2016 | 18:00

Diversificare le fonti di guadagno per non restare vincolati a Facebook, dice Longo di Idg Communications. Il cambio del suo algoritmo? Un’opportunità per gli editori per sviluppare altri modelli di business

La decisione di Fb di modificare il suo algoritmo per dare più risalto a foto e post caricati da amici e famigliari a scapito delle news è stata accolta con qualche preoccupazione da parte degli editori, con Lars Backstrom, engineering director del social che aveva parlato di un possibile calo di traffico verso alcune pagine. In mezzo a dubbi e ansie, tra chi come Lucia Moses di Digiday ha parlato di publisher e contenuti più avvantaggiati rispetto ad altri e chi come Benjamin Mullin di Poynter.org ha previsto difficoltà soprattutto per gli editori che puntano su guadagni pubblicitari legati alla visualizzazioni delle pagine, Peter Longo, ceo Us Media per Idg Communications, network internazionale focalizzato su tematiche tech, che raccoglie 450 siti in tutto il mondo, ha cercato di guardare la novità in un’ottica diversa, come un’opportunità per gli editori, e su Fipp.com ha spiegato come.

Peter Longo

Negli ultimi anni, ha chiarito, Facebook è stato una “manna per gli editori”, avendoli aiutati a creare una community di lettori, garantendosi accessi e introiti pubblicitari. Ma non bisogna mai dimenticare che l’obiettivo suo e del suo algoritmo è quello di garantire all’utente la miglior esperienza possibile e un miglior coinvolgimento.

Dal social di Zuckerberg e Google passa oggi il 75% di traffico dei siti, contro il 52% di 4 anni fa. E il nervosismo mostrato dagli editori ha a che fare, secondo lui, con quanto i due giganti del web siano diventati per loro importantissimi per allargare audience e lettori.

“Nonostante le modifiche, gli editori dovrebbero continuare a lavorare con Facebook”, ha spiegato, ricordando come la piattaforma offra comunque loro visibilità. “La diminuzione nelle visualizzazioni potrebbe sì influire sui risultati degli editori, ma questo dipende soprattutto dal modello di business adottato. Viste le difficoltà di oggi, è importante riuscire a monetizzare tutto il traffico, ma, altrettanto importante è riuscire a diversificare le fonti di guadagno”. Cosa che ha fatto Idg, con il suo network di 450 siti: puntando oltre che sul display adv anche su video, eventi o servizi marketing, non ha risentito più di tanto di questa modifica di Facebook.

Idg continuerà a lavorare con il social, usufruendo il più possibile delle opportunità che offre. “E’ un mercato che cambia rapidamente e editori e piattaforme hanno bisogno di lavorare insieme per avere successo”, ha detto. “Se Facebook vuole cambiare il suo algoritmo per migliorare l’esperienza degli utenti aumentando il coinvolgimento, noi siamo d’accordo. Da editore che lavora con un panorama media in continua evoluzione, Facebook continua a essere il maggior player”.

E se il contesto cambia, gli editori devono essere pronti a cambiare con lui. “Piaccia o no”, ha concluso “il search e i social hanno modificato molti siti. Non si può far finta di nulla, devi adeguarti, mentre continui a cambiare”.