08 agosto 2016 | 16:01

L’8 settembre in programma l’incontro tra gli editori schierati a favore del Salone del Libro di Torino. Il presidente della Fondazione Bray: chi ci guarda ride amaramente per questa spaccatura. Al ministro Franceschini il compito di tentare una mediazione

Il prossimo 8 settembre, al Circolo dei Lettori di Torino, è in programma un incontro tra gli editori che vogliono confermare la propria presenza e sostegno al Salone del Libro del capoluogo piemontese. A segnalarlo Repubblica, che parla dell’inizio di una battaglia per continuare a far vivere la manifestazione, nonostante l’arrivo sulla scena di una seconda manifestazione dedicata alla lettura, voluta da Aie in collaborazione con Fiera Milano.

“A guidare la fronda dei dissidenti”, scrive il quotidiano sono le case editrici che hanno lasciato l’associazione degli editori dopo lo strappo con Torino, e precisamente: Add, e/o, Iperborea, LiberAria, Lindau, Minimum Fax, Nottetempo, Nutrimenti, Sur e 66thand2nd. Con loro anche le realtà che hanno aderito all’appello pro-Salone del 20 luglio e qualche grande editore, come Laterza. E non è escluso che i big critici come Feltrinelli, “mandino osservatori per vedere cosa succede”.

Tra il rischio di una rottura secca e l’auspicio di una convivenza, sono confermate le date per l’appuntamento torinese, fissato tra il 18 e il 22 maggio.

Dario Franceschini (foto Olycom)

“Questo Paese legge pochissimo. Anziché elaborare una strategia per avvicinare le nuove generazioni ai libri si spacca e inventa due ‘Saloni’. Credo che chi ci guarda da fuori riderebbe amaramente di questa situazione”, le parole del presidente della Fondazione per il Libro Massimo Bray a Capalbio. Parole che, ribadisce il giornale, sono state lette come “un assist a chi sta cercando di mediare tra Torino e Milano evitando lotte fratricide”.

D’accordo anche Elisabetta Sgarbi, presidente e direttore editoriale de La Nave di Teseo. “Sottoscrivo quanto dice Bray, che è quanto dico dall’inizio, e so che è condiviso sia da Bray e, credo, da Franceschini, e da chiunque consideri con serenità tutta questa vicenda. Fare due saloni in contemporanea o quasi a Milano e Torino, e spaccare l’Aie, e dividere in due fronti gli autori, mi pare quanto di meno auspicabile. Ma rimanderei ogni altra discussione a quando la situazione sarà più netta”, ha detto la presidente e direttore editoriale de La Nave di Teseo all’Ansa. Una visione condivisa anche da Ernesto Ferrero, per 18 anni direttore editoriale del Salone, che aveva sottolineato, subito dopo lo strappo dell’Aie: “Spero che a bocce ferme, dopo l’estate, si possa riprendere un dialogo nell’interesse di tutti, di Torino, di Milano e dell’intero paese. Questo è il Salone di tutti”.

Toccherà al ministro Franceschini tentare di mediare: “tra fine agosto e inizio settembre, dovrebbe far sedere tutti i protagonisti, torinesi e milanesi, attorno a un tavolo. Un primo obiettivo sarebbe quello di evitare due fiere nello stesso periodo, maggio, a meno di cento chilometri di distanza”.